venerdì 14 dicembre 2007

Scusi, ma lei è abusivo?

La spinosa questione dell’esercizio abusivo della professione psicologica gestita dall’Ordine “Scusi, ma lei è abusivo?” Mauro Grimoldi In Emilia Romagna hanno addirittura una commissione apposita. In Lombardia il Presidente Molinari, messo alle strette, dichiara pubblicamente che se ne è sempre occupato “l’Ufficio di Presidenza”, quindi lui stesso. Ma sarà vero? Perché è così difficile difendere la professione di psicologo? C’era una volta un mago. Così potrebbe tranquillamente cominciare una bella favola. Ma questa non lo è. Ebbene, fino al 1989 qualunque mago d’Italia pubblicasse una pubblicità, tra la parola “cartomante” e la promessa della “lettura della mano” non si faceva scrupolo di inserire anche la prerogativa di “psicologo”. Fino alla pubblicazione della legge 56/89 quella di psicologo non era infatti una professione, ma un modo di essere, una caratteristica, un aggettivo da attribuire alle persone più sensibili. Tu dicevi: sono psicologo. E qualcuno ti rispondeva sempre: certo, sono anche io un po’ psicologo. Funzionava così, non si poteva rimanerci male. Oggi le cose sono diverse, la professione di psicologo è sancita per legge. E, insieme alla definizione legale da “buon senso della portinaia” che dice che uno psicologo in linea di massima dovrebbe essere uno che ha studiato psicologia, attraverso la legge si istituisce anche chi sarà, se non ci si offende per la metafora, il vigile che controlla che tu abbia la patente per essere istituzionalmente riconoscibile come psicologo, ovvero la laurea, il tirocinio, l’esame di Stato. Si può dire che il core business dell’Ordine sia proprio, anche storicamente, la vigilanza sul diritto a definirsi parte di un gruppo di professionisti riconosciuti dallo stato. Il nostro mago psicologo è quindi rimasto senza lavoro? Tutt’altro. Sarebbe del resto un finale troppo sbrigativo per questa favola. L’abusivismo diventa più scaltro. Qualcuno ha sostituito la targa fuori dalla porta recante la parola tabù, psicologo, con la più moderna “counsellor”, i più affezionati alla tradizione tra gli abusivi azzardano la qualifica di “psicanalista”, quelli che hanno sbagliato laurea inventano professioni nuove come lo “psicopedagogista clinico” e poi tutti fanno, auspicabilmente peggio, il nostro mestiere. Non è facile sorvegliare un orticello in cui si entra così facilmente. Questo però non giustifica dimenticarsi che l’Ordine è lì, in fondo, soprattutto per quello. Convegni, questionari e meeting del “club privato” CNOP sono corollari del compito principale. Per questo in Lombardia, dove sono presenti in Consiglio tre membri di AltraPsicologia, dopo quasi due anni di consigliatura e mai una parola, un caso spinoso, una relazione sul tema dell’abusivismo, al nostro Alessandro Spano, coordinatore della commissione etica e deontologia, è venuto un dubbio legittimo: che fine fanno gli abusivi lombardi? Occorre qui aprire una parentesi: la pesca dell’abusivo non è un’attività semplice. L’Ordine non può fare nulla direttamente, in teoria, perché l’abusivo, per sua stessa definizione, non è iscritto. Quindi, con questa scusa, un Ponzio Pilato in versione moderna potrebbe benissimo lavarsene le mani. Formalmente si può segnalare il caso alla Procura della Repubblica, che incarica l’organo competente per la verifica degli abusi di esercizio professionale, art. 348 c.p., che sono i Carabinieri del NAS. Già, sono proprio quelli, gli stessi che controllano se il ristorante cinese sotto casa tiene in cucina le pantegane che corrono tra i tuoi ravioli al vapore prima di servirteli. Ora, parlare per 45 minuti con un tizio è lecito, farsi dare dei quattrini per questo pure se quello è d’accordo e se tu gli fai la fattura. Se qualcuno mi dice: “Ma è una questione di setting!” lo mando a spiegare la cosa ai NAS con preghiera di fargli un corso monografico sulla distinzione tra psicopedagogista clinico e psicologo. Non è facile, appunto. Non per questo ci si può ritenere giustificati a lasciar perdere. Che può non significare solo archiviare d’ufficio tutte le pratiche. Anche fare l’opposto conduce infatti, paradossalmente, ad identica conclusione, ossia equivale a non fare nulla. Segnalare infatti tutti i casi di cui si viene a conoscenza alla Procura serve a poco, anzi, finisce che qualche Carabiniere si ritroverà a cercare di capire quali casi sono realmente gravi e perseguibili. La difficoltà del compito non esime l’Ordine dal fare il suo mestiere, in questo caso consistente nel selezionare i casi passibili di effettiva segnalazione, di mettersi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria e del Corpo incaricato delle investigazioni per collaborare e trovare insieme gli strumenti per scovare chi non è psicologo e fa finta di esserlo. Esempio luminoso di buona prassi è l’Ordine dell’Emilia Romagna in cui esiste una commissione apposita che sta ottenendo ottimi risultati proprio collaborando con chi effettua le indagini e costituendosi parte civile nei casi in cui è possibile e sensato. Per questo AltraPsicologia si è stupita del silenzio che da quasi due anni circondava la tematica in Lombardia. Cosa succede oggi allo psicologo abusivo meneghino o bergamasco? L’unica cosa certa era che effettivamente qualcuno all’interno dell’Ordine abbia ricevuto l’incarico di occuparsene. Ma chi, e come? Tra i corridoi si vociferava si trattasse di un’unica, eroica dipendente, lasciata del tutto da sola a gestire un compito considerato routinario. Altro che “Ufficio di Presidenza”. Quale sarà la verità? Indaghiamo con mezzi poveri e tardivi, c’è tutto il tempo di chiudere la stalla e nessuno si accorgerà se i buoi sono scappati: abbiamo richiesto pubblicamente di conoscere quanti casi sono stati trattati, come sono stati gestiti e che fine hanno fatto. A questo punto non resta che attendere, una risposta di sicuro arriverà e noi di AP saremo come sempre pronti a darne conto. Certo è che di fatto una maggiore attenzione al tema della tutela non farebbe male ad una professione già abbastanza in crisi da sopportare con fatica la concorrenza di stregoni forse incompetenti ma certo sempre molto carismatici. E nelle altre regioni, cosa succede? Nebbia fitta…. Richiesta di ordine del giorno di AltraPsicologia sulla lotta all'abusivismo al consiglio dell’Ordine Lombardia. 07/12/07 Cari colleghi, Vi scrivo perchè come già anticipato non sarò presente alla riunione del Consiglio di dicembre e mi preme ribadire che è importante più che mai discutere di abusivismo e soprattutto dei mezzi che vogliamo adottare per contrastarlo. Durante lo scorso Consiglio infatti ho detto che sarebbe opportuna una revisione dell'attuale meccanismo di contrasto. Il Presidente e il Segretario durante la riunione hanno affermato di occuparsene personalmente, con l'ausilio della d.ssa B.. Io credo che ciò non sia sufficiente, viste anche tutte le altre incombenze di cui le cariche sono gravate e propongo nuovamente la creazione di un gruppo di lavoro che coinvolga TUTTE le componenti politiche del Consiglio, affinché sia possibile per ognuno verificare lo stato di contrasto dell'abusivismo nell'esercizio della Professione di Psicologo in Lombardia. Naturalmente il gruppo si potrà avvalere dell'esperienza giuridico-amministrativa della d.ssa B. Coinvolgendo una pluralità di soggetti infatti saranno garantite maggiore efficacia e incisività, attraverso lo studio degli strumenti più idonei ai fini del contrasto. Mi è stato riferito che attualmente le segnalazioni vengono inoltrate d'ufficio alla Procura della Repubblica, ma non credo che questo possa essere il mezzo più efficace, poiché tra tutte le segnalazioni inviate, che di norma si concludono con l'archiviazione del caso, rischiamo che non vengano prese in considerazione neppure quelle per cui probabilmente è più facile dimostrare una situazione di abuso. Confidando in un accoglimento della presente proposta da parte del Consiglio, approfitto dell'occasione per augurarvi Buone Feste. Un saluto, Alessandro Spano Risposta della maggioranza AUPI lombarda Per tutta risposta, nell’O.d.G. del consiglio del 13/12/07, non compare nessun ordine del giorno sulla lotta all’abusivismo. Ulteriore richiesta di AltraPsicologia (eh 'mbé, bisogna perseverare…) Oggetto: Lotta all'abusivismo 13/12 Cari colleghi, facendo seguito alla mail di Alessandro Spano del 7 dicembre, chiedo che sia inserito all'ordine del giorno del prossimo consiglio un punto relativo alla verifica del lavoro svolto sul tema dell'abusivismo. Non mi risulta che durante le riunioni di consiglio della nostra consigliatura siano state trattate direttamente ed approfonditamente questioni riguardanti la gestione dei casi di abusivismo. Durante l'ultimo consiglio è stato ribadito dal Presidente che lui stesso si occupa abitualmente della questione, insieme a Vice Presidente, Segretario e Tesoriere. Chiedo pertanto di riferire all'intero consiglio quanto fatto finora, ossia: - di conoscere i dati generali sul fenomeno: il numero di casi totali segnalati e presi in carico da questa Consigliatura, il numero di archiviazioni, il numero di segnalazioni alla procura della Repubblica; - di conoscere i criteri adoperati per distinguere gli uni dagli altri; - di poter visionare i verbali delle riunioni di valutazione dei casi; - di conoscere il ruolo e la modalità della consulenza legale in questo specifico ambito (se è stata utilizzata, chi l'ha erogata, come e perchè). Vi ringrazio anticipatamente, Un caro saluto, Carlotta Longhi ***** Cari colleghi, vediamo come va a finire… Sarete presto informati. Intanto accettiamo scommesse.

mercoledì 12 dicembre 2007

Scuole di Psicoterapia che formano counselors non psicologi: cosa non hanno fatto gli Ordini

Cari colleghi, vi ricordate l’iniziativa di circa un anno fa di AltraPsicologia che segnalava agli Ordini Regionali quelle Scuole di Psicoterapia che attivano paralleli corsi di conselling per non laureati in Psicologia, in aperta violazione dell’art 21 del nostro Codice Deontologico? Questi sono gli articoli ( http://www.counselling-care.it/dblog/articolo.asp?articolo=5 e http://www.counselling-care.it/dblog/articolo.asp?articolo=6)di riferimento ed erano il risultato di decine di vostre email di segnalazione a tal proposito. Ebbene ad un anno di distanza vogliamo resocontarvi delle risposte (e soprattutto delle non-risposte) fino ad oggi ricevute. Lo scopo di quella iniziativa era squisitamente “politica”, utile dunque a sollevare l'annoso e diffusissimo malcostume, in quanto la burocrazia e il proverbiale inattivismo dei nostri Ordini regionali (e talora le evidenti collusioni nei vari consigli regionali dove queste scuole sono spesso rappresentate), rendono effettiva una procedura disciplinare solo laddove non sia in forma di esposto, ma di richiesta d’indagine, vi sia una denuncia non anonima e diretta ad iscritti agli albi. Pensate dunque ad un collega XY, allievo di una data scuola, che decidesse di denunciare al proprio Ordine Regionale in forma non anonima il proprio direttore (psicologo, e non medico) o un docente, che insegna counselling a un diplomato o laureato in lettere, a cosa sarebbe costretto ad andare incontro durante il proprio training… Risultato: nessuno osa presentare denunce in forma non anonima. Non solo, gli Ordini, poi, ci è stato spiegato, non sono organi inquisitori. Inoltre, il denunciante rischia anche di ricevere l’accusa di diffamazione dalla scuola che dimostrasse la sua non imputabilità. Ci è stato anche spiegato che l’articolo 21 del nostro Codice Deontologico (Lo psicologo, a salvaguardia dell’utenza e della professione, è tenuto a non insegnare l’uso di strumenti conoscitivi e di intervento riservati alla professione di psicologo, a soggetti estranei alla professione stessa, anche qualora insegni a tali soggetti discipline psicologiche. È fatto salvo l’insegnamento agli studenti del corso di laurea in psicologia, ai tirocinanti, ed agli specializzandi in materie psicologiche) non è giurisprudenzialmente rilevante ed è subordinato rispetto alla libertà d’insegnamento. Armi spuntate dunque? Non è possibile alcuna Tutela contro la svendita delle nostre specifiche competenze? Forse… o forse no. Da che mondo è mondo la burocrazia è il paravento del potere per autoperpetuarsi e per far sì che nulla cambi, oppure è il sistema mimetico per non esporsi per chi non vuole complicarsi la vita, questo si sa. È pur vero però che ogni Ordine regionale, se autenticamente orientato alla vera Tutela, potrebbe, volendolo (ma solo volendolo!), realizzare un’indagine interna, anche solo conoscitiva, tra le Scuole della propria regione, e/o potrebbe avvisare tutti i colleghi dell’inopportunità di tali diffusissime pratiche. Ma questo in genere non solo non viene fatto, ma nelle politiche deontologiche e di tutela degli Ordini questo problema non sembra essere affatto in agenda. Ci risulta che solo l’Ordine dell’Emilia Romagna abbia svolto, a seguito delle nostre sollecitazioni, un’indagine interna alle scuole della propria regione su questo tema scottante convocando e intervistando circa 25 allievi di scuole di specializzazione, i quali però, da quanto siamo venuti a sapere, sembra che non abbiano saputo dare indicazioni più specifiche su quanto avveniva all'interno della loro scuola negli insegnamenti dei corsi per counsellors. Che strano... Un tentativo lodevole, questo dei colleghi dell’Ordine Emilia Romagna, di far emergere il problema, ma con l’esito sconfortante del non luogo a procedere su tutta la linea. Non vorremmo però che con l’archiviazione formale vi fosse anche l’archiviazione politica di questa faccenda e siamo convinti sostenitore della continuità di azioni di pressione come questa, magari trovando altre modalità meno formali e più sostanziali su questo diffusissimo illecito nella nostra categoria. Vediamo ora, tra gli Ordini a cui abbiamo fatto le nostre segnalazioni, cosa ci rispondono quelli che hanno avuto la gentilezza di replicare. Vi diciamo subito che, come ci attendevamo, la maggior parte degli Ordini Regionali non ci ha dato alcuna comunicazione e solo alcuni ci hanno risposto (in calce la documentazione). Gli Ordini Campania e Lombardia si limitano a scriverci delle email di avvenuta ricezione delle nostre segnalazioni, ma poi non s’è saputo più nulla. Gli Ordini Emilia Romagna, Lazio ci comunicano di istruttorie attivate e poi chiuse con un “non luogo a procedere”; e Abruzzo (di cui abbiamo smarrito risposta e ce ne scusiamo ed andiamo a memoria) che la scuola segnalata in oggetto non ha sede nella Regione. Ad ognuno la possibilità di farsi un’idea personale dello stato di salute della nostra professione e dell’effettiva tutela che possiamo ricevere. La Redazione Oggetto: Re: TUTELA Da: "Segreteria Ordine degli psicologi della Campania" Data: Mar, Gennaio 30, 2007 17:44 A: redazione@altrapsicologia.it Preg.mo Presidente, per quanto riguarda la verifica della posizione delle scuole di specializzazione in Psicoterapia che erogano formazione di carattere psicologico a non psicologi, Le comunichiamo che tale segnalazione è stata sottoposta alla commissione deontologica, la quale prenderà in esame la documentazione. Cordiali Saluti Il Presidente Dott. Claudio Zullo Oggetto: Re: Verifica della posizione delle scuole di specializzazione in psicoterapia che erogano formazione di carattere psicologico a non Psicologi. Da: "Ordine degli Psicologi della Lombardia" Data: Mer, Novembre 22, 2006 15:04 A: redazione@altrapsicologia.it Spett. le Associazione AltraPsicologia, abbiamo preso atto della Vostra segnalazione. Il materiale è stato inoltrato alla Commissione Etica e Deontologica dell' Ordine per quanto di loro competenza. Distinti Saluti Per la Segreteria [...] Referente Pratica Ordine degli Psicologi della Lombardia Corso Buenos Aires 75 - 20124 Milano […] Responsabile Procedimento L.241/90: dott.ssa Rossella Bianchi Ordine degli Psicologi della Regione Emilia-Romagna Bologna 30 LUG 2007 Prot n. 1730 Egregio Dott. Luigi D’Elia Presidente AltraPsicologia Via………..Roma RACCOMANDATA A/R Oggetto: Comunicazione di esito esposto Egregio Dott. D’Elia In riferimento alla segnalazione inviata dall’Associazione da Lei presieduta a questo Ordine Professionale nei confronti di Istituti in Psicoterapia privati riconosciuti dal MIUR […], a mezzo della presente le comunico che il Consiglio dell’Ordine degli Psicologi dell’Emilia Romagna, riunitosi in sessione disciplinare il 12 luglio, visto l’esposto pervenuto, preso atto delle risultanze emerse a seguito di regolare istruttoria ed effettuate le opportune valutazioni sul caso, ha deliberato l’archiviazione del fascicolo, in quanto non sono emersi nei confronti dell’Istituto da Lei diretto (NdR: come sarebbe a dire “da Lei diretto”??? Un po’ di confusione a quanto pare) elementi sufficienti a sostegno della presunta violazione di articoli del Codice Deontologico degli Psicologi. […] Distinti saluti La Presidentessa Dell’Ordine degli Psicologi dell’Emilia Romagna Dott.ssa Manuela Colombari Registro ufficiale 0004457 – 23/07/2007 Ordine degli Psicologi Del Lazio RACCOMANDATA A/R Commissione Deontologica Spett.le Associazione AltraPsicologia Oggetto: commissione deontologica, segnalazione prot. N. 502 del 22-01-07, R.G. n. 2007 005 a carico della Scuola di Formazione in Psicoterapia ad indirizzo Dinamico. Comunicazione di non luogo a procedere. Spett.le AltraPsicologia, la presente onde comunicare che nel corso della seduta del 14 maggio 2007 la Commissione deontologica dell’Ordine degli Psicologi del Lazio, coordinata dal sottoscritto, ha esaminato la segnalazione in oggetto disponendo contestualmente il non luogo a procedere ai sensi dell’art.15, comme 3, lettera b) del Regolamento disciplinare. Per opportuna conoscenza si allega estratto del verbale della seduta di cui sopra. “esaminato il contento della segnalazione e degli atti allegati, ritiene non sussistano elementi disciplinarmente rilevanti a carico di iscritti a questo albo. Pertanto dispone non luogo a procedere ai sensi dell’art.15, comme 3, lettera b) del Regolamento disciplinare” Il coordinatore Dott. Antonino Urso Registro ufficiale 0004614 – 30/07/2007 Ordine degli Psicologi Del Lazio RACCOMANDATA A/R Commissione Deontologica Spett.le Associazione AltraPsicologia Oggetto: apertura istruttoria preliminare ex art. 10 del Regolamento Disciplinare Spett.le AltraPsicologia, la presente onde comunicare che la Commissione Deontologica ha aperto un’istruttoria preliminare con riferimento alla sua segnalazione, R.G. n. 2007 004 a carico della Dott.ssa xxxxxx Codesta Commissione provvederà, al termine n preliminare, a comunicarle l’esito della stessa, qualora dovesse concludersi con un non luogo a procedere ai sensi dell’art.15, co.3 del Regolamento disciplinare. Qualora. Altresì, la Commissione, ritenendo la fattispecie sufficientemente istruita e disponendo la chiusura dell’istruttoria preliminare, dovesse decidere di inviare gli atti al Consiglio dell’Ordine per le determinazioni di propria competenza, ai sensi dell’art.15, co. 1 del regolamento disciplinare, riceverà notizia rispetto all’archiviazione della fattispecie oppure all’avvio del procedimento disciplinare. Con l’occasione segnalato porgiamo distinti saluti Il coordinatore Dott. Antonino Urso Registro ufficiale 0006124 – 09/11/2007 Ordine degli Psicologi Del Lazio RACCOMANDATA A/R Commissione Deontologica Spett.le Associazione AltraPsicologia Oggetto: R.G. n. 2007 004 Comunicazione di provvedimento di non luogo a procedere Spett.le AltraPsicologia, in qualità di Coordinatore della Commissione Deontologica dell’Ordine degli Psicologi del Lazio, Le rendo noto che la Commissione stessa, in seguito alla Vostra segnalazione, prot. 502 del 22/01/2007, ha svolto come da Regolamento Disciplinare, idonea istruttoria preliminare e nella riunione del 29 ottobre 2007 ha disposto ai sensi dell’art.15, comma 3, lett. b) del Regolamento Disciplinare il non luogo a procedere per insussistenza dell’illecito. Per opportuna conoscenza si allega estratto del verbale della seduta di cui sopra. “[…] preso atto dei chiarimenti forniti dalla segnalata Dott.ssa xxxxxx; ritenuto che il corso oggetto della segnalazione non è stato mai attivato perché il MIUR in data 27 agosto 2005 ha revocato il riconoscimento della sede periferica di Roma della Scuola del CESIPc; visto l’art. 15, comma 3, lett. b) dichiara il non luogo a procedere nei confronti della Dott.ssa xxxxxx”. Distinti saluti Il coordinatore Dott. Antonino Urso