venerdì 23 maggio 2008
La democrazia? In Lombardia non sappiamo cosa sia
L'Inizio ... Uno dei temi che più coinvolgono gli psicologi è l’abusivismo professionale ai loro danni. Siamo circondati da figure di ogni genere (counsellor, coach, reflector, consulenti filosofici, pedagogisti clinici) che svolgono un lavoro il cui confine con il nostro non è affatto chiaro. Oltre ai casi palesi di abuso della professione (chi utilizza il titolo di psicologo senza esserlo) abbiamo una miriade di situazioni in cui l’abuso è sottile ma ancora più dannoso. Per questo motivo come consiglieri di Altra Psicologia in OPL (Ordine degli Psiclogi della Lombardia) abbiamo, fin dall’insediamento del consiglio, avvenuto più di due anni fa, premuto affinché si creasse un gruppo di lavoro apposito che si occupasse di abusivismo e tutela della professione. Dopo molte insistenze, la maggioranza del consiglio in OPL (che appartiene all’AUPI, il sindacato) ha deciso di avviare un gruppo di lavoro dedicato al tema. Data la delicatezza dell’argomento e tenuto conto che per la creazione del gruppo di lavoro hanno spinto le minoranze, abbiamo premuto affinché si trattasse di un gruppo aperto a tutte le componenti presenti in consiglio, per assicurare un lavoro il più possibile democratico e collaborativo. Il 27 marzo finalmente il punto relativo alla costituzione del gruppo di lavoro è all’odg del consiglio. Al momento della discussione, la maggioranza annuncia che il gruppo sarà costituito da un componente per ogni movimento presente in consiglio. Dunque, dato che i gruppi presenti in consiglio sono quattro, i conti non sono difficili. La logica vuole che ci siano quattro componenti: uno dell’AUPI, uno di AP, uno di SIPAP, uno di NoiPsicologi (MOPI). Ma i conti iniziano subito a non tornare. Melina Martello, segretario OPL (AUPI) annuncia che lei sarà coordinatrice del gruppo di lavoro, e che sarà presente un’altra componente AUPI, Elisabetta Corti. Inoltre, una volta avuta la mia candidatura per AP, e quella di Maria Teresa Lupo per SIPAP, sembra ovvio che la componente per MOPI sia Anna Barracco. Sembra ovvio, dato che, di fatto, Anna Barracco è l’unica presenza del MOPI in consiglio. L’altra candidata MOPI che è stata eletta, la triennalista Claudia Turla, è passata all’AUPI dai primi giorni di consigliatura, ed è un fatto noto a tutti. Ma, sorpresa! Claudia Turla si candida per entrare a fare parte del gruppo di lavoro. Possiamo ipotizzare che sia stata spinta dall’AUPI a farlo, per lasciare fuori Anna Barracco e avere così la maggioranza del gruppo (3 voti AUPI contro 2 delle minoranze). Segue la farsa di un voto a scrutinio segreto tra Barracco e Turla, da cui esce ovviamente vincitrice Turla. Si alzano proteste, non solo da parte di Barracco stessa, ma anche di AP, che vede la modalità di azione della maggioranza come fortemente lesiva della democrazia. A questo punto quasi tutti i consiglieri di maggioranza escono dalla sala di consiglio per circa dieci minuti, senza dichiarare nessuna interruzione, per accordarsi su cosa fare (anche se loro negano questa ovvietà con argomenti del tipo “eravamo andati in bagno”). Al loro ritorno si vota il gruppo di lavoro così composto. Come AP votiamo contro, motivando il nostro voto con la mancanza di democrazia delle modalità adottate. A fronte dell’annuncio di voler inserire un componente per ogni raggruppamento, ci sono di fatto tre componenti AUPI e solo due delle minoranze, e MOPI non è rappresentato! Il verbale del consiglio del 27 marzo è ampiamente carente: non viene riportata correttamente tutta la discussione, e viene omessa la sospensione non annunciata del consiglio. Anche qui possiamo fare ben poco, dato che ogni consigliere può modificare solo quanto riportato a verbale su propri interventi, mentre non può proporre modifiche sul resto. Durante il consiglio del 23 aprile Barracco riesce, non senza fatica, a far aggiungere almeno a verbale l’interruzione non annunciata di consiglio. Propone inoltre una mozione per annullare la delibera di costituzione del gruppo, in quanto irregolare, e per discutere e votare nuovamente la composizione del gruppo nel primo consiglio utile (15 maggio). La mozione deve essere accettata in quanto firmata da cinque consiglieri. Però non finisce qui. Nel frattempo è stata fissata la prima riunione del gruppo di lavoro per il giorno seguente il consiglio (il 24 aprile). Al termine del consiglio Maria teresa Lupo ed io, in quanto componenti del gruppo, chiediamo che la riunione sia annullata, dato che nel prossimo consiglio si terrà nuovamente la discussione e la votazione sulla composizione del gruppo. Ci sembra assolutamente ovvio come in una situazione così delicata non sia il caso di iniziare i lavori del gruppo. Il Presidente Molinari, unico ad essersi fermato ad ascoltare la nostra richiesta, afferma che si assume personalmente la responsabilità di spostare la riunione. Un’ora più tardi (a mezzanotte e mezza) lo stesso presidente invia una mail, in cui, adducendo motivazioni puramente formali, comunica che la riunione invece avrà luogo. A livello formale tale decisione potrà anche essere motivata, ma sul piano dei contenuti mi sembra molto discutibile e poco rispettosa delle componenti del gruppo che hanno chiesto il rinvio, più che motivato dalle problematiche sollevate in occasione della votazione della composizione del gruppo. Inoltre genera amarezza rilevare come un gruppo sulla tutela della professione, che doveva essere occasione per una proficua collaborazione tra le varie componenti del consiglio, stia iniziando i suoi lavori all'insegna dell'esclusione e del formalismo. Ho deciso pertanto di non partecipare alla prima riunione e di chiedere che non ne siano fissate altre prima della nuova discussione sulla composizione del gruppo. Mi sembra che questa vicenda illustri in modo esemplare come temi di grande rilevanza per gli psicologi iscritti siano trattati all’interno degli ordini solo come occasioni per manifestare un potere vuoto di contenuti, portato avanti a colpi di maggioranza, senza alcun interesse per lo scambio collaborativo e democratico. Carlotta Longhi Il Seguito ... Continua il clima di mancanza di democrazia in OPL Dopo i fatti relativi al gruppo di lavoro sulla tutela della professione illustrati sopra un nuovo episodio evidenzia la modalità di gestione del potere della maggioranza AUPI nell’Ordine della Lombardia, che esclude il dialogo e il confronto con la minoranza. Nell'ultimo consiglio, del 15 maggio, è stata presentato all'ordine del giorno un punto relativo alla ridefinizione della composizione della commissione promozione e sviluppo, dopo oltre sei mesi dalla dimissione dei tre componenti di Altra Psicologia dalla stessa. In questi sei mesi la commissione ha visto i due componenti rimasti, coordinati temporaneamente dal presidente Molinari, portare avanti il programma già definito dalla precedente gestione (servizio tutoring e formazione al lavoro nel terzo settore). Più volte è stato chiesto in consiglio di mettere all'ordine del giorno la questione della commissione, per rivedere la sua composizione e capire le sue linee programmatiche. Questa richiesta non è mai stata ascoltata, fino al consiglio del 15 maggio, in cui, a sorpresa, è apparsa la discussione su questo argomento. Notiamo che si tratta della stessa riunione di consiglio in cui si sarebbe dovuto discutere nuovamente la delibera sul gruppo di lavoro sulla tutela. Arrivati al momento della discussione del punto in questione, la Vicepresidente che presiede in assenza del presidente Molinari propone di passare subito alla votazione del nuovo coordinatore della commissione: Molinari stesso. Nessuna presentazione del programma della commissione, nessun aggiornamento su come procedono i lavori, nessuna motivazione per la proposta di Molinari coordinatore. Dopo pochi secondi si stanno già preparando i fogli per il voto a scrutinio segreto. La minoranza chiede di intervenire e pone delle domande di chiarimento, e solo dopo insistenze riceve qualche risposta sull'operato della commissione e riesce ad ottenere qualche minuto di discussione. I consiglieri di minoranza chiedono inoltre di posticipare la discussione di questo punto dell'odg, data anche l'assenza del presidente Molinari che è candidato al coordinamento della commissione. La richiesta è rifiutata, senza alcuna motivazione. Appena si accenna nuovamente a passare al voto, tutta la minoranza (AP, SIPAP, MOPI) si alza e lascia l'aula, in modo che manchi il numero legale (ci sono consiglieri assenti nella maggioranza). Il consiglio è sospeso per trenta minuti, il massimo per regolamento, trascorsi i quali deve riprendere o chiudere ed essere aggiornato ad altra data. La maggioranza spera nell'arrivo in tempi brevi del presidente, che invece non è ancora presente dopo trenta minuti. Il consiglio si chiude. Nella giornata di ieri è arrivata a tutti i consiglieri, senza nessuna precedente consultazione, la convocazione per un consiglio straordinario per mercoledì alle 19.30. Quindi: 48 ore di preavviso, un giorno della settimana ed un orario che non sono i consueti. Una modalità molto efficace per assicurarsi che i consiglieri di minoranza non siano presenti e votare le delibere a colpi di maggioranza in libertà. Per questi motivi la convocazione del consiglio straordinario ci sembra l'ennesimo atto scorretto sebbene "non illegale" da parte della maggioranza, cui rispondiamo annunciando che non parteciperemo al consiglio stesso. Carlotta Longhi
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