venerdì 27 febbraio 2009
DENUNCE E SENTENZE
DENUNCE E SENTENZE dalla S.I.C.O Una delle domande che più volte ci è stata posta è stata: Un Counselor può fare questa attività o rischia qualche denuncia perché la professione non è riconosciuta? Chi ha partecipato al nostro congresso del giugno 2003 ricorderà che chiudemmo quell’esperienza consapevoli che una legge, che potesse riconoscere le nuove professioni o che riorganizzasse le professioni intellettuali nel suo insieme, sarebbe stata molto lontana nella realtà politica Italiana. Ci dicemmo che avremmo portato avanti, come era stato fatto fino ad allora, la nostra autoregolamentazione essendo questa strutturata nel totale rispetto delle leggi italiane e delle direttive europee. Eravamo certi che il lavoro fatto da tutti coloro che avevano partecipato all’organizzazione delle nostre normative interne era giusto e giuridicamente corretto. Ebbene, i fatti (e non le false promesse, le facilonerie, le prese di posizione di potere ecc) ci hanno dato ragione. Circa quattro anni fa, due nostri soci regolarmente iscritti al Registro Italiano dei Counselor della S.I.Co. come Supervisor Counselor Clinici (livello professionale massimo), hanno ricevuto una lettera dall’Ordine degli Psicologi di (omissis) nella quale veniva chiesto loro di presentare la lista dei docenti della scuola da loro diretta per una verifica di competenza. I suddetti hanno comunicato che non erano tenuti a rispondere alle richieste fatte, non essendo soggetti iscritti all’Ordine degli Psicologi. Se l’Ordine in questione avesse voluto informazioni sui singoli o sulla scuola avrebbe potuto rivolgersi alla S.I.Co. che è invece la loro associazione professionale di categoria di riferimento. La S.I.Co. non fu interpellata, invece, a seguito della risposta inviata, fu effettuata una denuncia per abuso di professione nei confronti di queste persone con relativa indagine istruttoria dei NAS e conseguente causa penale. E’ iniziata a questo punto una stretta collaborazione tra i nostri colleghi e la S.I.Co. La difesa è stata impostata sul concetto che il counseling ha una sua matrice scientifica indipendente e la professione, anch’essa indipendente e autonoma, è stata autoregolamentata dalla S.I.Co. quale Associazione professionale di categoria. Lo statuto ed il regolamento interno della S.I.Co., la personalità giuridica e dunque il riconoscimento giuridico da parte dello Stato dell’associazione professionale, la non obbligatorietà all’iscrizione (e questo è un elemento molto importante nel concetto di rispetto liberale, della condivisine per scelta, da parte degli iscritti dei regolamenti della propria associazione di riferimento), sono stati tra gli altri gli elementi portati. Personalmente, su richiesta della difesa, ho rappresentato la S.I.Co. come consulente di parte durante il processo. L’articolazione di questa difesa, dopo quattro anni (questo è il tempo che è durato il processo) ha fatto esprimere il giudice in una assoluzione totale nei confronti dei nostri colleghi perché il fatto non sussiste. A seguito di tutto ciò, dunque, possiamo riaffermare che la professione del counseling può essere confermata indipendente e autonoma in funzione dell’autoregolamentazione che i Soci della S.I.Co. si sono data. Il merito di questo riconoscimento va a tutti Soci iscritti che hanno creduto, condiviso e soprattutto contribuito a organizzare e strutturare la S.I.Co. Questo accadimento NON è una vittoria su questo o su quello, questa sentenza dà semplicemente ragione alla competenza ed al rigore professionale dei nostri soci, verso una visione più moderna e attuale delle figure professionali che sono presenti sul mercato del lavoro. Attenzione! Questa sentenza non riconosce la professione del counseling ma una attività professionale svolta da professionisti iscritti alla S.I.Co. associazione professionale di categoria che ha determinate caratteristiche rese ufficialmente note in totale trasparenza. E’ anche opportuno precisare che la S.I.Co. potrà garantire e affiancare esclusivamente gli iscritti al Registro Italiano dei Counselor della S.I.Co. e non ad altre associazioni o professionisti con altre formazioni. Un affettuoso saluto di compartecipazione e di stima della competenza professionale e della dignità dimostrata, lo rivolgiamo agli attori di questa vicenda, i quali hanno subito un gravissimo attacco professionale totalmente gratuito. Chissà se questa azione possa essere annoverata nei casi di concorrenza sleale. Mah!
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é una questione di buon senso... non fatevi rubare soldi da inutili corsi di counseling, se siete affascinati dalla mente umana i percorsi sono 2 Psicologia o Psichiatria. è scienza e non fantasie scopiazzate...
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