domenica 26 aprile 2009
May e Rogers dicevano altro....??
Il counseling Il counseling è una relazione d’aiuto professionale. Tutto inizia con una richiesta di aiuto che può arrivare al counselor da parte di una persona, una coppia, una famiglia, un gruppo o un’organizzazione, che si trovano in una situazione nuova o difficile da affrontare. Problemi legati alla sfera lavorativa, ai rapporti con i familiari, difficoltà scolastiche, incertezze nel prendere decisioni importanti, momenti di crisi personale: sono solo alcune delle situazioni che possono portare le persone o le organizzazioni a rivolgersi ad un counselor. Il counseling aiuta ad esplorare, progettare e attuare cambiamenti positivi, rimuovendo gli ostacoli cognitivi, emozionali, relazionali che li bloccano ed individuando e potenziando le risorse personali e sociali. Cenni storici La traduzione semplicistica della parola counseling porterebbe all’idea di un consigliere: in realtà la parola counseling non è traducibile in italiano con questo termine. Secondo il Webster’s Dictionary, il counseling è “una pratica o prestazione professionale atta a guidare un individuo verso una migliore comprensione dei suoi problemi e potenzialità attraverso l’uso di principi e metodi psicologici moderni, in particolare la raccolta di dati storici del caso, l’uso di varie tecniche di intervista personale e individuazione di interessi e di attitudini”. Le origini del counseling possono essere rintracciate nella storia dell’assistenza sociale. La figura professionale del counselor prende l’avvio in America rispondendo a tutte quelle persone che pur non “desiderando diventare psicologi o psicoterapeuti svolgono o vogliano svolgere un lavoro che richiede una buona conoscenza della personalità umana”. Approda in Europa negli anni ’70 in Gran Bretagna, sia come servizio di orientamento pedagogico sia come strumento di supporto nei servizi sociali. Nel 1994 nasce la European Association for Counseling (EAC) per rispondere ai bisogni delle diverse nazionalità in Europa e per assistere l’ulteriore sviluppo del counseling come professione in Europa. In Italia, per molti anni, si è operato in questo campo senza una specifica definizione di competenza. Solo negli anni ’70 scuole, istituti e centri di formazione iniziano a preparare dei validi professionisti con competenze di counselor, tale definizione però inizierà ad essere utilizzata solo negli anni ’90. In questi ultimi anni in Italia il counseling ha avuto una grande diffusione anche grazie allo sviluppo di organizzazioni che ne tutelano e garantiscono la qualità. Tra queste: - F.A.I.P. (Federazione italiana associazioni psicoterapia) - S.I.CO. (Società italiana counseling) - RE.I.CO. (Registro italiano counselor) Il CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) riconosce il counselor come professione non regolamentata (al pari, ad esempio, degli informatici o dei fiscalisti). I fondatori del counseling CARL ROGERS Carl Rogers (Oak Park, Illinois, 8 gennaio 1902 - 4 febbraio 1987), psicologo statunitense. Partendo dal convincimento che il bisogno di autorealizzazione è la motivazione principale del comportamento umano, elaborò una tecnica terapeutica chiamata Terapia non direttiva o Terapia centrata sul cliente. Secondo questa modalità il terapeuta istaura un rapporto di empatia e facilita nel cliente il raggiungimento di una autonoma comprensione della propria realtà psichica. ROLLO MAY ROLLO MAY è il padre della psicologia esistenzialista americana, ha iniziato gli studi a Vienna e ha concluso il dottorato in psicologia e l’analisi didattica a new York. E’ stato il pioniere della psicoterapia. Ha scritto “l’arte del counseling” che per tanti anni è stato l’unico libro dedicato a chi, pur non desiderando diventare psicologo o psicoterapeuta, svolge un lavoro che richiede una certa conoscenza della personalità umana. ABRAHAM MASLOW Abraham Maslow (1900 – 1970) psicologo statunitense. Fondatore della Psicologia Umanistica e, nel 1964 della rivista “Journal of Umanitic Psicology”. Iniziò la propria carriera come psicologo sperimentalista, interessandosi soprattutto del problema della motivazione. Successivamente, divenne il leader di un vasto movimento psicologico, scarsamente penetrato in Europa, ma che ebbe grande successo nelle università del Nord-America degli anni ’60.
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