<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-6729985071744054523</id><updated>2011-11-28T01:13:43.972+01:00</updated><title type='text'>Counselling e dintorni</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://ilcounselling.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6729985071744054523/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcounselling.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Counsellor</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13440415141030091683</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>24</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6729985071744054523.post-1580805208817614725</id><published>2009-08-02T17:30:00.000+02:00</published><updated>2009-08-20T17:30:48.871+02:00</updated><title type='text'>ABUSO DELLA PROFESSIONE DI PSICOLOGO:A MILANO PRIMA CONDANNA PENALE PER UN COUNSELOR</title><content type='html'>Milano, 11 giugno 2009 - La IX sezione penale del Tribunale di Milano (giudice: dr.ssa Annamaria Gatto) ha condannato un counselor per esercizio abusivo della professione di psicologo. Ha altresì condannato per concorso nello stesso reato lo psicologo con il quale il counselor aveva svolto una psicoterapia nei confronti di un minore. In relazione alla condanna - a due mesi di reclusione per ciascuno dei due imputati – è stata concessa la sospensione condizionale della pena. Il prof. Enrico Molinari, Presidente Ordine degli Psicologi della Lombardia, commentando la sentenza afferma che essa “ha una notevole rilevanza essendo la prima del genere e che, oltre a tutelare la professione, si pone nella prospettiva di garantire ai cittadini che necessitano di interventi psicologici prestazioni di qualità e ‘certificate’ dalla appartenenza alla comunità professionale prevista dalla Legge n.56 del 1989 istitutiva dell’Ordine degli psicologi”. La decisione del Tribunale di Milano ha riguardato una vicenda svoltasi negli anni scorsi, in cui il counselor condannato aveva trattato un minore affetto da gravi problemi di comportamento e di identità sessuale, mentre lo psicologo condannato aveva trattato i genitori. Entrambi avevano condotto incontri congiunti con i genitori. Nella motivazione della sentenza, di cui per motivi di privacy non si riportano nomi, in merito alla definizione di attività di counseling si specifica, fra l’altro, che: “dalla letteratura in materia si rileva che il counseling è ‘un’attività professionale, basata su interventi di comunicazione interpersonale, volta a facilitare il miglioramento della qualità della vita dell’utente per specifici problemi in specifici ambiti sociali e istituzionali’ e che il counselor, secondo la definizione adottata dal CNEL e fornita dalla S.I.Co. (Società Italiana di Counseling) è una ‘figura professionale che, avendo seguito un corso di studi almeno triennale, ed essendo in possesso di un diploma rilasciato da specifiche scuole di formazione di differenti orientamenti teorici, è in grado di favorire la soluzione di disagi esistenziali di origine psichica che non comportino tuttavia una ristrutturazione profonda della personalità’…L’istruttoria dibattimentale, però, ha dimostrato con evidenza che il lavoro di equipe svolto nei confronti del “figlio” e dei suoi genitori non è stato un intervento di counseling.” La ricostruzione della vicenda operata dal “padre”, in base alla sentenza, è la seguente: “…Il teste ha dichiarato che sin dal primo incontro aveva chiesto al “counselor” una presa in carico terapeutica del “figlio” prospettandogli non solo i suoi numerosi e gravi disturbi comportamentali ma anche la necessità che aveva, in quanto genitore, di capire come affrontare il problema della transessualità del figlio volendo fornirgli il suo appoggio nel caso che avesse deciso di cambiare sesso ma temendo, nel contempo, di condurlo ad una scelta per la quale non era, probabilmente, ancora pronto. A fronte di tale richiesta gli era stato prospettato un lavoro di equipe nel quale il “counselor” avrebbe preso in carico “figlio” e il “collega” psicologo i genitori. Si erano, poi, concordati incontri congiunti tra il “counselor” , lo psicologo ed i genitori, incontri che, per il numero, la frequenza ed il contenuto come descritto dal denunciante, non possono ritenersi di mera restituzione ai genitori del lavoro di counseling asseritamente svolto con il minore.Sul punto lo psicologo ha dichiarato che normalmente il lavoro di equipe prevede un colloquio dello psicologo con i genitori ed il minore, tre o quattro incontri del minore con il counselor ed un primo incontro di restituzione ai genitori cui, in casi particolari, seguono altri incontri. Nel corso di tali ultimi colloqui poi - come si è visto - si discuteva proprio dell’andamento della terapia seguita da “figlio” e dei problemi in quella sede emersi. Il numero, la frequenza delle sedute di “figlio” con counselor sono già indicativi del fatto che l’intervento dell’imputato non era un counseling. Ancora va ricordato, sempre a sostegno dell’ipotesi accusatoria, quanto si è detto in precedenza in ordine alla natura e contenuto dei colloqui avuti dagli imputati con i “genitori”, colloqui che da quanto emerso appaiono con evidenza di restituzione del contenuto delle sedute di “figlio” con il “counselor” ma anche di elaborazione di tale contenuto e progettazione del lavoro di presa in carico terapeutica. Si tratta, in sostanza, di colloqui tipici del lavoro di equipe psicoterapeutico. La legge 18/2/1989 nr. 56 recante l’Ordinamento della professione di psicologo riserva agli iscritti al relativo albo “l’uso di strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione – riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità”. Non vi è dubbio che, nella specie, il counselor abbia certamente svolto valutazioni, che non è azzardato definire vere e proprie diagnosi cliniche, utilizzando strumenti che, da quanto emerge dalla relazione in ordine al contenuto delle sedute, sono almeno assimilabili ai colloqui clinici. Di ciò lo psicologo era a conoscenza, come emerge da quanto dichiarato dal denunciante in ordine agli incontri che aveva avuto con i due terapeuti, e dalle stesse ammissioni dell’imputato sul contenuto dei colloqui avuti con il counselor. L’imputato, però, aveva consentito che il counselor esercitasse di fatto attività riservata agli iscritti all’Ordine nello studio di cui era titolare partecipando, anzi, direttamente alla commissione del reato con la presa in carica congiunta, tramite il lavoro di equipe, di “figlio” che, lungi dal poter essere definito un cliente del counselor, era invece a tutti gli effetti un paziente.” ### L’Ordine degli Psicologi della Lombardia (OPL) ha sede a Milano (corso Buenos Aires 75). Presidente è il Prof. Enrico Molinari. Vice Presidente: Dr.ssa Gabriella Gambardella. Segretario: Dr.ssa Carmela Martello. Tesoriere: Dr. Franco Merlini. Secondo dati aggiornati a dicembre 2008, gli psicologi iscritti all’Ordine in Lombardia sono 11.613, di cui 4.715 psicoterapeuti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6729985071744054523-1580805208817614725?l=ilcounselling.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcounselling.blogspot.com/feeds/1580805208817614725/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcounselling.blogspot.com/2009/08/abuso-della-professione-di-psicologoa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6729985071744054523/posts/default/1580805208817614725'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6729985071744054523/posts/default/1580805208817614725'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcounselling.blogspot.com/2009/08/abuso-della-professione-di-psicologoa.html' title='ABUSO DELLA PROFESSIONE DI PSICOLOGO:A MILANO PRIMA CONDANNA PENALE PER UN COUNSELOR'/><author><name>Counsellor</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13440415141030091683</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6729985071744054523.post-9217019553074691649</id><published>2009-08-02T17:29:00.000+02:00</published><updated>2009-08-20T17:30:10.690+02:00</updated><title type='text'>Ordine Psicologi Lombardia in piena confusione su una sentenza a sfavore della PSICOLOGIA?</title><content type='html'>Ordine Psicologi Lombardia in piena confusione su una sentenza a sfavore della PSICOLOGIA? Scrive uno Psicologo di AltraPsicologia, Nicola Piccinini. "Cari colleghi, sono tempi difficili, di forte confusione e disorientamento. Forse sono tempi di vigilia elettorale, visto che a Dicembre 2009 si terranno le nuove elezioni ordinistiche. Accade che la maggioranza politica dell'Ordine Lombardia decide di sventolare in pompa magna una nuova presunta sentenza a favore della professione di psicologo, come fu la legge Platè di qualche anno addietro. Andiamo a vedere di cosa si tratta e se veramente lo stato di confusione regna sovrano anche dentro all'Istituzione deputata al governo della nostra categoria. Dico "presunta" in quanto non riporta neppure un riferimento utile per acquisire ulteriori dettagli, né eventuali consulentiutilizzati dal Giudice AnnaMaria Gatto. Nel succo, la vicenda riguarda un counselor che prende in carico un ragazzo e la sua famiglia, facendosi affiancare da uno psicologo. La problematica è complessa e si sviluppa nell'arco di molti incontri, sia individuali che "collegiali". A fronte dell'aggraversi della situazione del figlio, percepita dal padre, quest'ultimo si attiva e scopre che il counselor non è psicologo. La vicenda è lineare ed effettivamente facile da licenziare: entrambe colpevoli. Il counselor per abuso della professione. Lo psicologo per aver attivamente collaborato a questo abuso. Il problema nasce dalla confusione che la sentenza genera e sancisce tra la figura e le pratiche del counselor, dello psicologo e dello psicoterapeuta. Di fatto, appiattisce la psicologia e lo psicologo sulla psicoterapia. Ed attribuisce invece l'ambito della "salute e benessere psicologico" ai counselor. A pag3 riprende difatti la definizione di counselor data dalla SICO (nota associazione di counselor) in cui si afferma che il counselor risolve "problemi esistenziali di origine psichica, che non comportino ristrutturazione di personalità" In pratica afferma che il counselor non è uno psicoterapeuta (che difatti si occupa di ristrutturare), ma allo stesso tempo non distingue il counselor dallo psicologo. Questa dannosa e pericolosa confusione tra psicologo e psicoterapeuta si accentua a partire da pag. 4, ribadendo che (sempre appiattendo la Psicologia sulla psicoterapia) la psicoterapia "opera sulla patologia mirando alla guarigione del paziente", mentre il counselor "è centrato sulla salutogenesi e vòlto alla prevenzione del disagio... in pratica ciò che prevede l'Art 1 della 56/89, la legge istitutiva della professione di Psicologo. E conclude: "il cliente del counselor ha bisogno di un aiuto immediato per trovare sollievo in un momento difficile, per contribuire al proprio benessere, sia PSICOLOGICO che fisico". Fra l'altro, se veramente si fosse trattato di psicoterapia, allora anche rispetto allo psicologo la sentenza non si occupa di approfondire se vi era anche specializzazione in psicoterapia ed iscrizione al relativo albo. In altre parole questa sentenza non solo non tutela la psicologia dall'abuso di professione, ma anzi rischia di essere dannosa e controproducente in quanto assimila lo psicologo allo psicoterapeuta da una parte, ed accorpa invece gli aspetti di sostegno al disagio e promozione del benessere (anche PSICOLOGICO) ai counselor. Ora mi chiedo: ma com'è possibile che i rappresentanti dell'Ordine Lombardia (in firma il Presidente E. Molinari, il Vice G. Gambardella, il Segretario C. Martello, il Tesoriere F. Merlini) non solo non si accorgano di tali pericolosi passaggi, ma anzi usino questa sentenza per gonfiarsi il petto cercando addirittura di farla passare come una grande conquista per la categoria degli Psicologi?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6729985071744054523-9217019553074691649?l=ilcounselling.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcounselling.blogspot.com/feeds/9217019553074691649/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcounselling.blogspot.com/2009/08/ordine-psicologi-lombardia-in-piena.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6729985071744054523/posts/default/9217019553074691649'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6729985071744054523/posts/default/9217019553074691649'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcounselling.blogspot.com/2009/08/ordine-psicologi-lombardia-in-piena.html' title='Ordine Psicologi Lombardia in piena confusione su una sentenza a sfavore della PSICOLOGIA?'/><author><name>Counsellor</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13440415141030091683</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6729985071744054523.post-6256694436237422862</id><published>2009-04-26T17:29:00.000+02:00</published><updated>2009-08-20T17:29:28.117+02:00</updated><title type='text'>May e Rogers dicevano altro....??</title><content type='html'>Il counseling Il counseling è una relazione d’aiuto professionale. Tutto inizia con una richiesta di aiuto che può arrivare al counselor da parte di una persona, una coppia, una famiglia, un gruppo o un’organizzazione, che si trovano in una situazione nuova o difficile da affrontare. Problemi legati alla sfera lavorativa, ai rapporti con i familiari, difficoltà scolastiche, incertezze nel prendere decisioni importanti, momenti di crisi personale: sono solo alcune delle situazioni che possono portare le persone o le organizzazioni a rivolgersi ad un counselor. Il counseling aiuta ad esplorare, progettare e attuare cambiamenti positivi, rimuovendo gli ostacoli cognitivi, emozionali, relazionali che li bloccano ed individuando e potenziando le risorse personali e sociali. Cenni storici La traduzione semplicistica della parola counseling porterebbe all’idea di un consigliere: in realtà la parola counseling non è traducibile in italiano con questo termine. Secondo il Webster’s Dictionary, il counseling è “una pratica o prestazione professionale atta a guidare un individuo verso una migliore comprensione dei suoi problemi e potenzialità attraverso l’uso di principi e metodi psicologici moderni, in particolare la raccolta di dati storici del caso, l’uso di varie tecniche di intervista personale e individuazione di interessi e di attitudini”. Le origini del counseling possono essere rintracciate nella storia dell’assistenza sociale. La figura professionale del counselor prende l’avvio in America rispondendo a tutte quelle persone che pur non “desiderando diventare psicologi o psicoterapeuti svolgono o vogliano svolgere un lavoro che richiede una buona conoscenza della personalità umana”. Approda in Europa negli anni ’70 in Gran Bretagna, sia come servizio di orientamento pedagogico sia come strumento di supporto nei servizi sociali. Nel 1994 nasce la European Association for Counseling (EAC) per rispondere ai bisogni delle diverse nazionalità in Europa e per assistere l’ulteriore sviluppo del counseling come professione in Europa. In Italia, per molti anni, si è operato in questo campo senza una specifica definizione di competenza. Solo negli anni ’70 scuole, istituti e centri di formazione iniziano a preparare dei validi professionisti con competenze di counselor, tale definizione però inizierà ad essere utilizzata solo negli anni ’90. In questi ultimi anni in Italia il counseling ha avuto una grande diffusione anche grazie allo sviluppo di organizzazioni che ne tutelano e garantiscono la qualità. Tra queste: - F.A.I.P. (Federazione italiana associazioni psicoterapia) - S.I.CO. (Società italiana counseling) - RE.I.CO. (Registro italiano counselor) Il CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) riconosce il counselor come professione non regolamentata (al pari, ad esempio, degli informatici o dei fiscalisti). I fondatori del counseling CARL ROGERS Carl Rogers (Oak Park, Illinois, 8 gennaio 1902 - 4 febbraio 1987), psicologo statunitense. Partendo dal convincimento che il bisogno di autorealizzazione è la motivazione principale del comportamento umano, elaborò una tecnica terapeutica chiamata Terapia non direttiva o Terapia centrata sul cliente. Secondo questa modalità il terapeuta istaura un rapporto di empatia e facilita nel cliente il raggiungimento di una autonoma comprensione della propria realtà psichica. ROLLO MAY ROLLO MAY è il padre della psicologia esistenzialista americana, ha iniziato gli studi a Vienna e ha concluso il dottorato in psicologia e l’analisi didattica a new York. E’ stato il pioniere della psicoterapia. Ha scritto “l’arte del counseling” che per tanti anni è stato l’unico libro dedicato a chi, pur non desiderando diventare psicologo o psicoterapeuta, svolge un lavoro che richiede una certa conoscenza della personalità umana. ABRAHAM MASLOW Abraham Maslow (1900 – 1970) psicologo statunitense. Fondatore della Psicologia Umanistica e, nel 1964 della rivista “Journal of Umanitic Psicology”. Iniziò la propria carriera come psicologo sperimentalista, interessandosi soprattutto del problema della motivazione. Successivamente, divenne il leader di un vasto movimento psicologico, scarsamente penetrato in Europa, ma che ebbe grande successo nelle università del Nord-America degli anni ’60.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6729985071744054523-6256694436237422862?l=ilcounselling.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcounselling.blogspot.com/feeds/6256694436237422862/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcounselling.blogspot.com/2009/04/may-e-rogers-dicevano-altro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6729985071744054523/posts/default/6256694436237422862'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6729985071744054523/posts/default/6256694436237422862'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcounselling.blogspot.com/2009/04/may-e-rogers-dicevano-altro.html' title='May e Rogers dicevano altro....??'/><author><name>Counsellor</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13440415141030091683</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6729985071744054523.post-3098455678299494916</id><published>2009-04-26T17:28:00.000+02:00</published><updated>2009-08-20T17:28:46.426+02:00</updated><title type='text'>Confronto Counsellor vs Psicologo dal sito Cespes di Reggio Emilia</title><content type='html'>Da www.cespes.re.it “Consigliare gli altri, sia nell'ambito scolastico, religioso, ospedaliero o aziendale, richiede una profonda empatia, la comprensione del carattere e delle tensioni interne della personalità, la capacità di accettare e rispettare gli altri senza falsi moralismi, l'umiltà di non imporre le proprie scelte di vita”. “L’arte del counselling”, Rollo May. Di questi tempi la professione e la professionalità dello psicologo appaiono, nel pensare comune, offuscati e confusi a causa dell’appropriarsi dei suoi compiti da parte di altre professionalità e di “buoni volontari” della psicologia spicciola fatta in casa senza alcun titolo. In questo contesto di confusione di ruoli s’inserisce, nello specifico, l’ambito psicologico del counselling e la figura del counsellor che mai come in questo momento della nostra società moderna può essere uno sbocco utile per nuovi progetti e orientamenti dell’ uomo e del suo contesto di vita. La confusione nasce già da un’errata traduzione del termine, cui segue solitamente una confusione operativa in coloro che si cimentano nella disciplina. La traduzione semplicistica della parola counselling porterebbe all’idea di un consigliare, idea del tutto erronea, poiché in inglese si fa riferimento ai termini consultant o adviser per descrivere la professione di consulente; esperto che fornisce consigli in virtù delle competenze tecniche possedute. La parola counselling non è traducibile in italiano con il termine consigliare o consulenza; non si tratta, infatti, di un’attività centrata sul fornire consigli o pareri personali. Il counsellor non offre soluzioni a risolvere problemi, questo non terrebbe conto delle capacità, anche potenziali, di autodeterminazione dell’altro. Il consiglio è inoltre vissuto dal cliente in una situazione d’inferiorità, come fossero di carattere genitoriali; anche quando non lo sono all’origine questi evocano problemi e temi transferali. Proseguendo nell’intento di chiarire e delimitare il campo del counselling psicologico, è bene distinguere i compiti e gli ambiti, spesso confusi tra loro, del counsellor, dello psicoterapeuta, del coach e del consultant. Nello specifico, secondo S. Van Beekum1, gli aspetti che discriminano questi ruoli, quindi competenze, sono le tattiche e strategie del piano d’intervento e il livello di contratto di lavoro con il cliente. Necessaria è una descrizione dei diversi obiettivi e strategie d’intervento dello psicoterapeuta e del counsellor. Primo tra tutti, il focus principale dei due interventi: in campo clinico c’è una considerazione della problematica in termini di disfunzione psicologica prevalentemente intrapsichica e un invito a lavorare su vissuti regressivi, in ambito di counselling l’attenzione è rivolta ad una dimensione relazionale e del qui e ora della domanda d’aiuto portata dal cliente. Secondo una definizione di M.Novellino2, il counselling tende ad un cambiamento nel cliente nell’intento di favorire il recupero autonomo di soluzioni più produttive rispetto a quelle utilizzate in precedenza; le problematiche in considerazione sono prevalentemente di tipo cognitivo, per cui s’intende favorire lo sviluppo di un efficace abilità di problem-solving. 1 A. Miglionico, S. Van Beekum, P. Vinella, Manuale di comunicazione e counselling, Centro Scientifico Editore,2000 2A. Miglionico, P. Vinella,”Differenze tra counselling, consulenza e psicoterapia”, dalla pagina web: www.sieb96.org/iat/counselling.htm In altre parole per Miglionico e Vinella la confusione dei due campi è esclusivamente metodologica, per cui chiarita la diversità del contratto fatto col cliente e la metodologia utilizzata per rispettare tale contratto. Un professionista che abbia conseguito una formazione sia come psicoterapeuta sia come counsellor si calerà in un ruolo o nell’altro a seconda del setting e contratto. Una volta districato il bandolo dei due ambiti di applicazione della psicoterapia e del counselling, è ben ricordare che l’attività di counsellor sarebbe per natura della formazione dello psicologo di sua competenza. Il concetto dell’attività di counsellor come compito esclusivo della figura dello psicologo è ancora lontano dal raggiungere la consapevolezza anche in chi ha tutti i diritti di calarsi in questo ruolo, e di più ancora in chi pensa di potersi arrangiare in questa attività a seguito di una formazione in counselling conseguita attraverso diversi master, il cui accesso è “riservato” a vari titoli di laurea; alcuni di questi offrono una formazione accademica a coloro che già operano da anni nel settore con il solo titolo di laurea in un qualsiasi corso e il loro bagaglio di esperienza lavorativa a seguito. A testimonianza della grande confusione di ruoli all’interno della disciplina del counselling ci sono le varie definizioni, tutte errate e parziali, date dai vari enti che organizzano tali master. Uno tra tutti così definisce il ruolo di counselor e la sua attività: “La traduzione letterale è consigliare/consigliere. La figura professionale del counselor…si rivolge a tutti coloro che svolgono un’attività che richiede una buona conoscenza della personalità umana ma che non sono né psicologi né psicoterapeuti -già questa frase è fortemente contraddittoria, chi se non lo psicologo è formato per avere una buona conoscenza della personalità umana?- Il counselor è quella persona che in un contesto professionale è in grado di sostenere adeguatamente una relazione con un interlocutore che manifesta temi personali, privati ed emotivamente significativi”. Tutto questo è sicuramente il risultato di una normativa assente riguardante l’ambito del counselling in Italia. Attualmente non esiste nessuna legge che tratti in un qualsiasi modo la professione del counsellor, né alcun Albo Professionale del Counselling o dei Counsellor. D’altra parte la legislazione europea si muove verso un progressivo scioglimento degli ordini, in tale direzione alcuni stati europei come la Francia,l’Inghilterra e altri hanno riconosciuto la professione di Counsellor. Il problema sembra quindi essere in Italia controverso: il riconoscimento della professione di counsellor è impedito dall’assenza di un Ordine ma allo stesso tempo la normativa ordinistica italiana non permette il riconoscimento di tante nuove professioni che appartengono alle rispettive Associazioni di Categoria di riferimento ma che di fatto non sono riconosciute dalla legislazione italiana. Alcune prove a favore di un riconoscimento dell’attività di counselling come competenza specifica dello psicologo. Il Webster’s Dictionary dà la seguente definizione di counselling: “una pratica o prestazione professionale atta a guidare un individuo verso una migliore comprensione dei suoi problemi e potenzialità attraverso l’uso di principi e metodi psicologici moderni, in particolare la raccolta dei dati storici del caso, l’uso di varie tecniche di intervista personale e individuazione di interessi e di attitudini”. Le caratteristiche descritte da May ne “L’arte del counselling” riguardano esplicitamente la figura dello psicologo, le sue inscindibili qualità, dei precisi compiti e doveri riguardo al cliente, per dirla con Rogers, che a lui si rivolge. Ma le definizioni non bastano, anche la storia della nascita della disciplina ci dà indicazioni significative. Il counselling come applicazione nasce nell’ambito dei primi programmi di orientamento professionale, realizzati nel mondo anglosassone della fine dell’ottocento. Il primo trattato sull’argomento risale al 1931 quando lo psicologo statunitense Rollo May, allora consulente psicologo per gli studenti,pubblicò le sue lezioni in un volume dal titolo “L’arte del counseling”. La disciplina deve comunque la sua fortuna a Carl Rogers, il quale negli anni ’40 si dedicò alla stesura di un libro in cui si esplicitava la metodologia e teoria di riferimento per il counselling. Rogers ha donato alla disciplina l’apporto del suo approccio centrato sulla persona che ancora connota la disciplina del counselling. In conclusione la pratica del counselling nasce in ambito psicologico, trae la sua metodologia da questo, e le finalità poste si inseriscono chiaramente nelle aree d’intervento specifiche dello psicologo, perché è impossibile escludere dalla professione psicologica qualsiasi attività che abbia a che fare con la consulenza alla persona!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6729985071744054523-3098455678299494916?l=ilcounselling.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcounselling.blogspot.com/feeds/3098455678299494916/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcounselling.blogspot.com/2009/04/confronto-counsellor-vs-psicologo-dal.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6729985071744054523/posts/default/3098455678299494916'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6729985071744054523/posts/default/3098455678299494916'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcounselling.blogspot.com/2009/04/confronto-counsellor-vs-psicologo-dal.html' title='Confronto Counsellor vs Psicologo dal sito Cespes di Reggio Emilia'/><author><name>Counsellor</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13440415141030091683</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6729985071744054523.post-1366493576269230526</id><published>2009-04-26T17:27:00.000+02:00</published><updated>2009-08-20T17:27:57.369+02:00</updated><title type='text'>MASTER UNIVERSITARIO IN INTERVENTI RELAZIONALI IN CONTESTI DI EMERGENZA</title><content type='html'>UNIVERSITÀ CATTOLICA DEL SACRO CUORE Finalità. Il Master universitario in Interventi Relazionali in Contesti di Emergenza è finalizzato alla preparazione di specialisti in ambito psicologico e pedagogico in grado di agire concretamente e tempestivamente nelle situazioni di emergenza in un'ottica di collaborazione e dialogo con altri professionisti presenti nello specifico contesto. Le competenze psicologiche saranno orientate in particolare all'intervento precoce sulla gestione del lutto, dei traumi e delle dinamiche di gruppo emergenti nei contesti di fuga. Tali figure specialistiche inoltre dovranno essere in grado di progettare e realizzare interventi di educazione psicologico-sanitaria, di continuità scolastica e di normalizzazione della qualità di vita. Saranno anche chiamate ad impostare e sostenere i processi di ricostruzione sociale nel medio periodo. Il Master è rivolto a candidati in possesso di laurea quadriennale o quinquennale in Psicologia, Scienze della formazione, Scienze politiche, Sociologia, Scienze della cooperazione per lo sviluppo e per la pace. In assenza di una delle suddette lauree è necessario aver maturato esperienze in strutture che intervengono in contesti di emergenza ed essere in possesso di un titolo di laurea quadriennale/quinquennale vecchio ordinamento ovvero di laurea magistrale (3+2). È requisito indispensabile la padronanza di una lingua straniera. Sono ammesse al Master 30 persone.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6729985071744054523-1366493576269230526?l=ilcounselling.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcounselling.blogspot.com/feeds/1366493576269230526/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcounselling.blogspot.com/2009/04/master-universitario-in-interventi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6729985071744054523/posts/default/1366493576269230526'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6729985071744054523/posts/default/1366493576269230526'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcounselling.blogspot.com/2009/04/master-universitario-in-interventi.html' title='MASTER UNIVERSITARIO IN INTERVENTI RELAZIONALI IN CONTESTI DI EMERGENZA'/><author><name>Counsellor</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13440415141030091683</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6729985071744054523.post-8792524038961576526</id><published>2009-04-26T17:26:00.000+02:00</published><updated>2009-08-20T17:27:18.303+02:00</updated><title type='text'>Corso Prevenzione e gestione dell emergenze ambientali e civili</title><content type='html'>Corso di Alta Formazione, presente in rete, su Prevenzione e gestione dell emergenze ambientalie civili. Metodologia formativa Psicodinamica. Il corso è promosso da Centro Alfredo Rampi onlus, Psicologi dell'Emergenze Alfredo Rampi "Psic-AR", in collaborazione e patrocinato da ISPESL, Provincia di Roma e dall'Università "Tor Vergata" di Roma.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6729985071744054523-8792524038961576526?l=ilcounselling.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcounselling.blogspot.com/feeds/8792524038961576526/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcounselling.blogspot.com/2009/04/corso-prevenzione-e-gestione-dell.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6729985071744054523/posts/default/8792524038961576526'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6729985071744054523/posts/default/8792524038961576526'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcounselling.blogspot.com/2009/04/corso-prevenzione-e-gestione-dell.html' title='Corso Prevenzione e gestione dell emergenze ambientali e civili'/><author><name>Counsellor</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13440415141030091683</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6729985071744054523.post-8657382605086140849</id><published>2009-02-27T17:26:00.000+01:00</published><updated>2009-08-20T17:26:40.697+02:00</updated><title type='text'>CRITICHE AL COUNSELING da Wikipedia</title><content type='html'>Le maggiori critiche all'attività di counseling vengono mosse da una parte della categoria degli psicologi (alcuni Ordini regionali ed alcune associazioni di categoria) e riguardano, in particolare, i seguenti punti: la non regolamentazione della professione di counseling nuoce agli utenti in quanto vengono a mancare i presupposti minimi per la tutela che, invece, una professione regolamentata garantisce (Legge di ordinamento, codice deontologico, etc.); l'attività di counseling è in realtà attività di consulenza psicologica e, pertanto, i counselor che si definiscono tali ma che non sono psicologi iscritti all'Ordine compiono un abuso (esercizio abusivo della professione); molte competenze del counseling sono competenze proprie alla professione di psicologo e dunque, le stesse scuole di formazione che erogano corsi di counseling a non psicologi, compiono un abuso in riferimento all'art. 21 del codice deontologico degli psicologi;[25] molte competenze del counseling, essendo competenze proprie alla professione di psicologo, possono essere esercitate solo da psicologi iscritti all'Albo, ex art. 1, L. 56/89.[26] Le associazioni di categoria di counseling ed alcune associazioni di categoria di psicologi, sostengono invece che: già l'Antitrust si è espresso nel 1999[27] in seguito ad una segnalazione dell'Ordine Nazionale degli Psicologi;[28] rispetto alla non obbligatorietà dell'esistenza di un Ordine professionale per esercitare una professione l'ENPAP (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza degli Psicologi) nel 2003 effettua una delibera suggerendo al Ministero della Giustizia di comprendere anche professioni affini alla psicologia tra i propri contribuenti;[29] la giurisprudenza attualmente esistente in Italia non ha fino ad oggi rilevato –nonostante precise accuse rivolte a counselor di esercizio abusivo della professione di psicologo ai sensi dell'art. 348 del Codice penale– abusi di professione da parte di counselor; i tentativi effettuati dalle commissioni deontologiche degli Ordini territoriali degli psicologi si sono, fino ad oggi, conclusi con l'archiviazione dei procedimenti disciplinari precedentemente aperti per violazione dell'art. 21 del codice deontologico; già fin dagli anni novanta alcune Regioni italiane[30] hanno depositato il profilo professionale di counselor[senza fonte] –attestato di qualifica professionale e titolo pubblico– senza prevedere tra i requisiti di accesso né la laurea in psicologia né il possesso del titolo di psicologo; il recepimento della Direttiva dell'Unione Europea 2005/36/CE[31] offre la possibilità per le associazioni di categoria di counseling di potersi iscrivere in uno speciale elenco redatto dal Ministero della Giustizia. La dialettica di questa differenza di posizioni si estrinseca attraverso tre distinti canali: politico-professionale: attraverso la discussione e il dibattito interno alle due categorie; normativo: attraverso pressioni lobbistiche di entrambi gli schieramenti tese a promuovere o meno specifiche leggi; legale: attraverso interventi promossi sia per iniziativa privata (singoli professionisti e associazioni di categoria) che istituzionale (ordine professionale).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6729985071744054523-8657382605086140849?l=ilcounselling.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcounselling.blogspot.com/feeds/8657382605086140849/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcounselling.blogspot.com/2009/02/critiche-al-counseling-da-wikipedia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6729985071744054523/posts/default/8657382605086140849'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6729985071744054523/posts/default/8657382605086140849'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcounselling.blogspot.com/2009/02/critiche-al-counseling-da-wikipedia.html' title='CRITICHE AL COUNSELING da Wikipedia'/><author><name>Counsellor</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13440415141030091683</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6729985071744054523.post-6849848078890514636</id><published>2009-02-27T17:25:00.000+01:00</published><updated>2009-08-20T17:26:02.249+02:00</updated><title type='text'>La relazione di aiuto, ovvero il Counselling: storia e caratteristiche di una giovane disciplina della relazione e della comunicazione</title><content type='html'>a cura di: F. Montefinese http://www.naturaemente.net/Counselling.html (...)E’ possibile intuire come le difficoltà per una così giovane disciplina della comunicazione e della relazione di aiuto siano tante. In modo particolare possono essere riassunte come una invadenza di campo, vale a dire di concetti, metodologie e operatività che riguardano altre discipline di intervento per la salute mentale, tra le quali per esempio la Psicoterapia e più in generale la Psicologia. Per esempio le maggiori critiche all'attività di Counselling vengono mosse da una parte della categoria degli Psicologi (alcuni Ordini regionali ed alcune associazioni di categoria) e riguardano, in particolare, i seguenti punti: la non regolamentazione della professione di Counselling nuoce agli utenti in quanto vengono a mancare i presupposti minimi per la tutela che, invece, una professione regolamentata garantisce (Legge di ordinamento, codice deontologico, etc.); l'attività di Counselling è in realtà attività di consulenza psicologica e, pertanto, i Counsellor che si definiscono tali ma che non sono psicologi iscritti all'Ordine compiono un abuso (esercizio abusivo della professione); molte competenze del Counselling sono competenze proprie alla professione di psicologo e dunque, le stesse scuole di formazione che erogano corsi di Counselling a non psicologi, compiono un abuso in riferimento all'art. 21 del codice deontologico degli psicologi; molte competenze del Counselling, essendo competenze proprie alla professione di psicologo, possono essere esercitate solo da psicologi iscritti all'Albo, ex art. 1, L. 56/89. Altre associazioni di categoria di Counselling ed alcune associazioni di categoria di Psicologi, sostengono invece che: già l'Antitrust si è espresso nel ‘99 in seguito ad una segnalazione dell'Ordine Nazionale degli Psicologi rispetto alla non obbligatorietà dell'esistenza di un Ordine professionale per esercitare una professione l'ENPAP (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza degli Psicologi) nel 2003 effettua una delibera suggerendo al Ministero della Giustizia di comprendere anche professioni affini alla psicologia tra i propri contribuenti; la giurisprudenza attualmente esistente in Italia non ha fino ad oggi rilevato –nonostante precise accuse rivolte a Counsellor di esercizio abusivo della professione di psicologo ai sensi dell'art. 348 del Codice penale – abusi di professione da parte di Counsellor; i tentativi effettuati dalle commissioni deontologiche degli Ordini territoriali degli psicologi si sono, fino ad oggi, conclusi con l'archiviazione dei procedimenti disciplinari precedentemente aperti per violazione dell'art. 21 del codice deontologico; già fin dagli anni ’90 è stato stilato il profilo professionale di Counsellor da parte di alcune Regioni italiane, depositando l’ attestato di qualifica professionale e titolo pubblico senza prevedere tra i requisiti di accesso né la laurea in psicologia né il possesso del titolo di psicologo; il recepimento della Direttiva dell'Unione Europea 2005/36/CE offre la possibilità per le associazioni di categoria di Counselling di potersi iscrivere in uno speciale elenco redatto dal Ministero della Giustizia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6729985071744054523-6849848078890514636?l=ilcounselling.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcounselling.blogspot.com/feeds/6849848078890514636/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcounselling.blogspot.com/2009/02/la-relazione-di-aiuto-ovvero-il.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6729985071744054523/posts/default/6849848078890514636'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6729985071744054523/posts/default/6849848078890514636'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcounselling.blogspot.com/2009/02/la-relazione-di-aiuto-ovvero-il.html' title='La relazione di aiuto, ovvero il Counselling: storia e caratteristiche di una giovane disciplina della relazione e della comunicazione'/><author><name>Counsellor</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13440415141030091683</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6729985071744054523.post-8295923448105071895</id><published>2009-02-27T17:24:00.001+01:00</published><updated>2009-08-20T17:25:19.396+02:00</updated><title type='text'>DENUNCE E SENTENZE</title><content type='html'>DENUNCE E SENTENZE dalla S.I.C.O Una delle domande che più volte ci è stata posta è stata: Un Counselor può fare questa attività o rischia qualche denuncia perché la professione non è riconosciuta? Chi ha partecipato al nostro congresso del giugno 2003 ricorderà che chiudemmo quell’esperienza consapevoli che una legge, che potesse riconoscere le nuove professioni o che riorganizzasse le professioni intellettuali nel suo insieme, sarebbe stata molto lontana nella realtà politica Italiana. Ci dicemmo che avremmo portato avanti, come era stato fatto fino ad allora, la nostra autoregolamentazione essendo questa strutturata nel totale rispetto delle leggi italiane e delle direttive europee. Eravamo certi che il lavoro fatto da tutti coloro che avevano partecipato all’organizzazione delle nostre normative interne era giusto e giuridicamente corretto. Ebbene, i fatti (e non le false promesse, le facilonerie, le prese di posizione di potere ecc) ci hanno dato ragione. Circa quattro anni fa, due nostri soci regolarmente iscritti al Registro Italiano dei Counselor della S.I.Co. come Supervisor Counselor Clinici (livello professionale massimo), hanno ricevuto una lettera dall’Ordine degli Psicologi di (omissis) nella quale veniva chiesto loro di presentare la lista dei docenti della scuola da loro diretta per una verifica di competenza. I suddetti hanno comunicato che non erano tenuti a rispondere alle richieste fatte, non essendo soggetti iscritti all’Ordine degli Psicologi. Se l’Ordine in questione avesse voluto informazioni sui singoli o sulla scuola avrebbe potuto rivolgersi alla S.I.Co. che è invece la loro associazione professionale di categoria di riferimento. La S.I.Co. non fu interpellata, invece, a seguito della risposta inviata, fu effettuata una denuncia per abuso di professione nei confronti di queste persone con relativa indagine istruttoria dei NAS e conseguente causa penale. E’ iniziata a questo punto una stretta collaborazione tra i nostri colleghi e la S.I.Co. La difesa è stata impostata sul concetto che il counseling ha una sua matrice scientifica indipendente e la professione, anch’essa indipendente e autonoma, è stata autoregolamentata dalla S.I.Co. quale Associazione professionale di categoria. Lo statuto ed il regolamento interno della S.I.Co., la personalità giuridica e dunque il riconoscimento giuridico da parte dello Stato dell’associazione professionale, la non obbligatorietà all’iscrizione (e questo è un elemento molto importante nel concetto di rispetto liberale, della condivisine per scelta, da parte degli iscritti dei regolamenti della propria associazione di riferimento), sono stati tra gli altri gli elementi portati. Personalmente, su richiesta della difesa, ho rappresentato la S.I.Co. come consulente di parte durante il processo. L’articolazione di questa difesa, dopo quattro anni (questo è il tempo che è durato il processo) ha fatto esprimere il giudice in una assoluzione totale nei confronti dei nostri colleghi perché il fatto non sussiste. A seguito di tutto ciò, dunque, possiamo riaffermare che la professione del counseling può essere confermata indipendente e autonoma in funzione dell’autoregolamentazione che i Soci della S.I.Co. si sono data. Il merito di questo riconoscimento va a tutti Soci iscritti che hanno creduto, condiviso e soprattutto contribuito a organizzare e strutturare la S.I.Co. Questo accadimento NON è una vittoria su questo o su quello, questa sentenza dà semplicemente ragione alla competenza ed al rigore professionale dei nostri soci, verso una visione più moderna e attuale delle figure professionali che sono presenti sul mercato del lavoro. Attenzione! Questa sentenza non riconosce la professione del counseling ma una attività professionale svolta da professionisti iscritti alla S.I.Co. associazione professionale di categoria che ha determinate caratteristiche rese ufficialmente note in totale trasparenza. E’ anche opportuno precisare che la S.I.Co. potrà garantire e affiancare esclusivamente gli iscritti al Registro Italiano dei Counselor della S.I.Co. e non ad altre associazioni o professionisti con altre formazioni. Un affettuoso saluto di compartecipazione e di stima della competenza professionale e della dignità dimostrata, lo rivolgiamo agli attori di questa vicenda, i quali hanno subito un gravissimo attacco professionale totalmente gratuito. Chissà se questa azione possa essere annoverata nei casi di concorrenza sleale. Mah!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6729985071744054523-8295923448105071895?l=ilcounselling.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcounselling.blogspot.com/feeds/8295923448105071895/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcounselling.blogspot.com/2009/02/denunce-e-sentenze.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6729985071744054523/posts/default/8295923448105071895'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6729985071744054523/posts/default/8295923448105071895'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcounselling.blogspot.com/2009/02/denunce-e-sentenze.html' title='DENUNCE E SENTENZE'/><author><name>Counsellor</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13440415141030091683</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6729985071744054523.post-3562741441341260570</id><published>2009-02-27T17:24:00.000+01:00</published><updated>2009-08-20T17:24:37.655+02:00</updated><title type='text'>Il senso dei prossimi 3 articoli</title><content type='html'>Il senso dei prossimi 3 articoli sta nella polemica innescata da alcune associazioni, che si definiscono difensori della professione dello Psicologo, che sostengono che tecniche e contenuti psicologici non possono essere insegnati a chi Psicologo non è, come è ben descritto dall'art. 21 del Codice Deontologico dello Psicologo. Sottolineo che i Master che seguono sono tenuti da Psicologi e sono Master Universitari. Dopo troverete l'articolo 21 del Codice Deontologico degli Psicologi Italiani e l'articolo 33 della Costituzione della Repubblica Italiana che ha invalidato sentenze contro scuole di counselling.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6729985071744054523-3562741441341260570?l=ilcounselling.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcounselling.blogspot.com/feeds/3562741441341260570/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcounselling.blogspot.com/2009/02/il-senso-dei-prossimi-3-articoli.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6729985071744054523/posts/default/3562741441341260570'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6729985071744054523/posts/default/3562741441341260570'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcounselling.blogspot.com/2009/02/il-senso-dei-prossimi-3-articoli.html' title='Il senso dei prossimi 3 articoli'/><author><name>Counsellor</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13440415141030091683</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6729985071744054523.post-7458856306269487921</id><published>2009-02-27T17:23:00.000+01:00</published><updated>2009-08-20T17:24:04.227+02:00</updated><title type='text'>MASTER UNIVERSITARIO DI SECONDO LIVELLO IN PSICOLOGIA DELL’EMERGENZA – MANAGEMENT PSICOLOGICO DEGLI EVENTI STRESSANTI E CATASTROFICI</title><content type='html'>UNO DEI PRIMI MASTER, FORSE IL PRIMO, DELL'ALLORA STIMATA DOTT.SSA AXIA. UNIVERSITA’ DI PADOVA FACOLTÀ DI PSICOLOGIA TITOLO DI ACCESSO: Lauree vecchio ordinamento Tutte le Facoltà; Laurea specialistica nuovo ordinamento Tutte le Classi MODALITA’ DI ACCESSO numero programmato (posti disponibili:18/35) Selezione titoli; Curriculum, Pubblicazioni (compresa tesi di laurea), Esperienze professionali, Altri titoli del candidato; Requisiti preferenziali: Laurea quinquennale vecchio ordinamento o specialistica in Psicologia&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6729985071744054523-7458856306269487921?l=ilcounselling.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcounselling.blogspot.com/feeds/7458856306269487921/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcounselling.blogspot.com/2009/02/master-universitario-di-secondo-livello.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6729985071744054523/posts/default/7458856306269487921'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6729985071744054523/posts/default/7458856306269487921'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcounselling.blogspot.com/2009/02/master-universitario-di-secondo-livello.html' title='MASTER UNIVERSITARIO DI SECONDO LIVELLO IN PSICOLOGIA DELL’EMERGENZA – MANAGEMENT PSICOLOGICO DEGLI EVENTI STRESSANTI E CATASTROFICI'/><author><name>Counsellor</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13440415141030091683</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6729985071744054523.post-5614391911832107368</id><published>2009-02-27T17:22:00.001+01:00</published><updated>2009-08-20T17:23:22.542+02:00</updated><title type='text'>Master in Interventi relazionali in contesti di emergenza e ricostruzione</title><content type='html'>MASTER UNIVERSITARIO DI II LIVELLO UNIVERSITA' CATTOLICA SACRO CUORE - MILANO 2008-2009. Il Master universitario di II livello in interventi relazionali in contesti di emergenza è finalizzato alla preparazione di specialisti in ambito psicologico e pedagogico in grado di agire concretamente e tempestivamente nelle situazioni di emergenza in un'ottica di collaborazione e dialogo con altri professionisti presenti nello specifico contesto. Le competenze psicologiche saranno orientate in particolare all'intervento precoce sulla gestione del lutto, dei traumi, del dolore, delle dinamiche di gruppo emergenti nei contesti di fuga e della violenza con particolare attenzione al tema dell'abuso. Tali figure specialistiche inoltre dovranno essere in grado di progettare e realizzare interventi di educazione sanitaria, di continuità scolastica e di normalizzazione della qualità di vita. Saranno anche chiamate ad impostare e sostenere i processi di ricostruzione sociale nel medio periodo. Il Master è rivolto a psicologi, educatori, sociologi e operatori nell'ambito socio-educativo, no profit e della protezione civile. Sono ammessi al massimo 20 iscritti in possesso di una delle seguenti lauree: Psicologia, Scienze della Formazione, Scienze politiche, Sociologia, Scienze della cooperazione per lo sviluppo e per la pace. In assenza di una delle suddette lauree è necessario aver maturato esperienze in strutture che intervengono in contesti di emergenza ed essere in possesso di un titolo di laurea quinquennale. La selezione sarà realizzata sulla base dei titoli e di una valutazione psicoattitudinale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6729985071744054523-5614391911832107368?l=ilcounselling.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcounselling.blogspot.com/feeds/5614391911832107368/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcounselling.blogspot.com/2009/02/master-in-interventi-relazionali-in.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6729985071744054523/posts/default/5614391911832107368'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6729985071744054523/posts/default/5614391911832107368'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcounselling.blogspot.com/2009/02/master-in-interventi-relazionali-in.html' title='Master in Interventi relazionali in contesti di emergenza e ricostruzione'/><author><name>Counsellor</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13440415141030091683</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6729985071744054523.post-4397854813568996559</id><published>2009-02-27T17:22:00.000+01:00</published><updated>2009-08-20T17:22:39.699+02:00</updated><title type='text'>Psicologia delle emergenze e psicotraumatologia</title><content type='html'>MASTER UNIVERSITARIO DI II LIVELLO, UNIVERSITA' DI PARMA 2008-2009. Art. 2 Requisiti e modalità di ammissione al concorso Il Corso per Master Universitario è a numero programmato. Il numero minimo di iscritti per attivare il Corso è fissato in 18 unità, mentre il numero massimo è di 50 partecipanti. Requisiti: L’ammissione al Corso è subordinata al superamento di una selezione alla quale possono partecipare coloro che, alla data della selezione, sono in possesso di uno dei seguenti titoli di studio del Vecchio Ordinamento o della Laurea Specialistica o della Laurea Magistrale in: Psicologia, Medicina e Chirurgia, Scienze infermieristiche ed ostetriche, Scienze e tecniche delle attività motorie, preventive ed adattative, Ingegneria, Servizio Sociale e qualsiasi altro Corso di laurea del Vecchio Ordinamento o della Laurea Specialistica o della Laurea Magistrale purché supportata da un curriculum pertinente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6729985071744054523-4397854813568996559?l=ilcounselling.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcounselling.blogspot.com/feeds/4397854813568996559/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcounselling.blogspot.com/2009/02/psicologia-delle-emergenze-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6729985071744054523/posts/default/4397854813568996559'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6729985071744054523/posts/default/4397854813568996559'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcounselling.blogspot.com/2009/02/psicologia-delle-emergenze-e.html' title='Psicologia delle emergenze e psicotraumatologia'/><author><name>Counsellor</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13440415141030091683</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6729985071744054523.post-5794774296977985923</id><published>2009-02-27T17:21:00.000+01:00</published><updated>2009-08-20T17:21:58.581+02:00</updated><title type='text'>Art. 33 Costituzione della Repubblica Italiana</title><content type='html'>Art. 33. L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali. È prescritto un esame di Stato per l'ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l'abilitazione all'esercizio professionale. Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6729985071744054523-5794774296977985923?l=ilcounselling.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcounselling.blogspot.com/feeds/5794774296977985923/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcounselling.blogspot.com/2009/02/art-33-costituzione-della-repubblica.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6729985071744054523/posts/default/5794774296977985923'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6729985071744054523/posts/default/5794774296977985923'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcounselling.blogspot.com/2009/02/art-33-costituzione-della-repubblica.html' title='Art. 33 Costituzione della Repubblica Italiana'/><author><name>Counsellor</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13440415141030091683</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6729985071744054523.post-4931172861217852207</id><published>2009-02-27T17:20:00.000+01:00</published><updated>2009-08-20T17:21:12.579+02:00</updated><title type='text'>Art. 21 Codice Deontologico Psicologi Italiani</title><content type='html'>Articolo 21 Lo psicologo, a salvaguardia dell’utenza e della professione, è tenuto a non insegnare l’uso di strumenti conoscitivi e di intervento riservati alla professione di psicologo, a soggetti estranei alla professione stessa, anche qualora insegni a tali soggetti discipline psicologiche. È fatto salvo l’insegnamento agli studenti del corso di laurea in psicologia, ai tirocinanti, ed agli specializzandi in materie psicologiche.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6729985071744054523-4931172861217852207?l=ilcounselling.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcounselling.blogspot.com/feeds/4931172861217852207/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcounselling.blogspot.com/2009/02/art-21-codice-deontologico-psicologi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6729985071744054523/posts/default/4931172861217852207'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6729985071744054523/posts/default/4931172861217852207'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcounselling.blogspot.com/2009/02/art-21-codice-deontologico-psicologi.html' title='Art. 21 Codice Deontologico Psicologi Italiani'/><author><name>Counsellor</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13440415141030091683</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6729985071744054523.post-4773662408210470282</id><published>2008-07-27T17:19:00.001+02:00</published><updated>2009-08-20T17:20:23.760+02:00</updated><title type='text'>Dott.ssa Paola Bonavolontà</title><content type='html'>Counselor ad approccio umanistico integrato. Consulente e docente di corsi esperenziali sul marketing e self marketing, team building, empowerment, sviluppo di competenze, problem solving. Laureata con lode in Economia e Commercio, ha ricoperto ruoli di marketing manager in multinazionali quali Colgate Palmolive, L’Oreal, Revlon in Italia e negli Stati Uniti. Formazione Post Universitaria: Master triennale in Gestalt Counseling Professionale, Master Practitioner in PNL, Hoffman Quadrinity Process, Avatar, Costellazioni Familiari, Formazione del Se, Videocounseling, Dancecounseling. In corso Master in Artcounseling e Laboratorio di Voce e teatro delle emozioni.&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/HF-FYeikJa0&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/HF-FYeikJa0&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6729985071744054523-4773662408210470282?l=ilcounselling.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcounselling.blogspot.com/feeds/4773662408210470282/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcounselling.blogspot.com/2008/07/dottssa-paola-bonavolonta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6729985071744054523/posts/default/4773662408210470282'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6729985071744054523/posts/default/4773662408210470282'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcounselling.blogspot.com/2008/07/dottssa-paola-bonavolonta.html' title='Dott.ssa Paola Bonavolontà'/><author><name>Counsellor</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13440415141030091683</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6729985071744054523.post-5270825115811363459</id><published>2008-07-27T17:18:00.000+02:00</published><updated>2009-08-20T17:18:39.394+02:00</updated><title type='text'>Riconoscimento libere professioni</title><content type='html'>Caro collega, come diffuso in questi giorni dalla stampa, venerdì 27 luglio il Ministero delle Politiche Comunitarie ha presentato, in esame preliminare al Consiglio dei Ministri, la bozza di decreto legislativo di recepimento della direttiva 2005/36/Ce, per il riconoscimento delle qualifiche professionali in Europa. Il testo, ed in particolare l’articolo 25 relativo alle piattaforme comuni, rappresenta per le associazioni professionali un parziale ma importante risultato in quanto prevede che nella predisposizione delle piattaforme comuni, alla cui elaborazione parteciperanno le autorità ministeriali competenti, vengano sentiti gli Ordini e *le associazioni di categoria “rappresentative a livello nazionale”*. E’ questo un (timido) passo in avanti per le associazioni che permetterà ai nostri professionisti di non essere tagliati fuori dalla consultazione e di avere l’opportunità di poter contribuire, per il tramite delle associazioni, alla definizione delle qualifiche professionali necessarie per esercitare la professione in Europa. Senza questa opportunità, i nostri professionisti non avrebbero avuto alcuna rappresentanza e si sarebbero dovuti adeguare a piattaforme concordate e stabilite da altri (gli ordini), con un grave danno per la competitività e l’ammodernamento del sistema professionale italiano. Al contrario, l’inserimento delle associazioni all’interno del dlgs equipara, per questi specifici fini, associazioni e ordini, _e costituisce la prima pietra del sistema duale e sinergico fondato sulla parità di diritti e doveri._ *Personalmente ritengo che questo sia un importante successo per il nostro mondo al quale tu, con la partecipazione agli Stati Generali del 30 novembre 2006, hai dato un grande, insostituibile contributo del quale ti ringrazio di cuore, come dovrebbero ringraziarti i tantissimi altri colleghi che invece quel giorno sono restati a casa.* Molte sono state le opposizioni alla norma messe in campo da parte degli ordini professionali, che hanno ritenuto minacciata la loro primogenitura con questa “equiparazione” con le associazioni. A tal proposito il Ministro Bonino ha tenuto a sottolineare come il provvedimento ha “inteso fare in modo che l'Italia non venisse penalizzata dalla rigidità del suo sistema ordinistico* impedendo ad altre significative realtà professionali di accedere alle opportunità che la direttiva offre*”. Ha inoltre ritenuto “veramente di retroguardia le polemiche sorte in questi giorni rispetto alla decisione, peraltro concordata con tutte le Amministrazioni interessate e condivisa dall'intero Consiglio dei Ministri, di equiparare - per specifiche finalità - le professioni non regolamentate agli ordini nella disciplina in sede europea dei criteri per l'armonizzazione di tali professioni". L’intervento degli ordini ha portato, purtroppo, al risultato di escludere sia loro che noi dalla partecipazione diretta ai tavoli tecnici transnazionali (così come previsto nella prima versione del dlgs, pubblicato il 12 luglio, alla quale avevamo a lungo lavorato con i tecnici del Ministero)* *prevedendo in sua sostituzione la consultazione in fase di elaborazione delle piattaforme comuni. In ogni caso, dopo i lunghi anni di richieste e promesse disattese, il contenuto del dlgs ed in particolare dell’art. 25 rappresentano per le associazioni il primo vero elemento riformatore. Certamente non si tratta di un riconoscimento ma conferma ancora una volta l’impossibilità, per il nostro Paese e per il suo sviluppo, di prescindere dai milioni di professionisti non regolamentati, che quotidianamente svolgono la loro attività al servizio dell’utente e ribadisce la necessità improrogabile di porre le basi per un sistema duale e sinergico dove associazioni e ordini possano coesistere. Mi è gradita l’occasione per porgerTi i miei più cari saluti ed augurarTi buone ferie. Giuseppe Lupoi Coordinatore Nazionale CoLAP&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6729985071744054523-5270825115811363459?l=ilcounselling.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcounselling.blogspot.com/feeds/5270825115811363459/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcounselling.blogspot.com/2008/07/riconoscimento-libere-professioni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6729985071744054523/posts/default/5270825115811363459'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6729985071744054523/posts/default/5270825115811363459'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcounselling.blogspot.com/2008/07/riconoscimento-libere-professioni.html' title='Riconoscimento libere professioni'/><author><name>Counsellor</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13440415141030091683</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6729985071744054523.post-6496220070572879710</id><published>2008-05-23T17:17:00.000+02:00</published><updated>2009-08-20T17:18:00.425+02:00</updated><title type='text'>La democrazia? In Lombardia non sappiamo cosa sia</title><content type='html'>L'Inizio ... Uno dei temi che più coinvolgono gli psicologi è l’abusivismo professionale ai loro danni. Siamo circondati da figure di ogni genere (counsellor, coach, reflector, consulenti filosofici, pedagogisti clinici) che svolgono un lavoro il cui confine con il nostro non è affatto chiaro. Oltre ai casi palesi di abuso della professione (chi utilizza il titolo di psicologo senza esserlo) abbiamo una miriade di situazioni in cui l’abuso è sottile ma ancora più dannoso. Per questo motivo come consiglieri di Altra Psicologia in OPL (Ordine degli Psiclogi della Lombardia) abbiamo, fin dall’insediamento del consiglio, avvenuto più di due anni fa, premuto affinché si creasse un gruppo di lavoro apposito che si occupasse di abusivismo e tutela della professione. Dopo molte insistenze, la maggioranza del consiglio in OPL (che appartiene all’AUPI, il sindacato) ha deciso di avviare un gruppo di lavoro dedicato al tema. Data la delicatezza dell’argomento e tenuto conto che per la creazione del gruppo di lavoro hanno spinto le minoranze, abbiamo premuto affinché si trattasse di un gruppo aperto a tutte le componenti presenti in consiglio, per assicurare un lavoro il più possibile democratico e collaborativo. Il 27 marzo finalmente il punto relativo alla costituzione del gruppo di lavoro è all’odg del consiglio. Al momento della discussione, la maggioranza annuncia che il gruppo sarà costituito da un componente per ogni movimento presente in consiglio. Dunque, dato che i gruppi presenti in consiglio sono quattro, i conti non sono difficili. La logica vuole che ci siano quattro componenti: uno dell’AUPI, uno di AP, uno di SIPAP, uno di NoiPsicologi (MOPI). Ma i conti iniziano subito a non tornare. Melina Martello, segretario OPL (AUPI) annuncia che lei sarà coordinatrice del gruppo di lavoro, e che sarà presente un’altra componente AUPI, Elisabetta Corti. Inoltre, una volta avuta la mia candidatura per AP, e quella di Maria Teresa Lupo per SIPAP, sembra ovvio che la componente per MOPI sia Anna Barracco. Sembra ovvio, dato che, di fatto, Anna Barracco è l’unica presenza del MOPI in consiglio. L’altra candidata MOPI che è stata eletta, la triennalista Claudia Turla, è passata all’AUPI dai primi giorni di consigliatura, ed è un fatto noto a tutti. Ma, sorpresa! Claudia Turla si candida per entrare a fare parte del gruppo di lavoro. Possiamo ipotizzare che sia stata spinta dall’AUPI a farlo, per lasciare fuori Anna Barracco e avere così la maggioranza del gruppo (3 voti AUPI contro 2 delle minoranze). Segue la farsa di un voto a scrutinio segreto tra Barracco e Turla, da cui esce ovviamente vincitrice Turla. Si alzano proteste, non solo da parte di Barracco stessa, ma anche di AP, che vede la modalità di azione della maggioranza come fortemente lesiva della democrazia. A questo punto quasi tutti i consiglieri di maggioranza escono dalla sala di consiglio per circa dieci minuti, senza dichiarare nessuna interruzione, per accordarsi su cosa fare (anche se loro negano questa ovvietà con argomenti del tipo “eravamo andati in bagno”). Al loro ritorno si vota il gruppo di lavoro così composto. Come AP votiamo contro, motivando il nostro voto con la mancanza di democrazia delle modalità adottate. A fronte dell’annuncio di voler inserire un componente per ogni raggruppamento, ci sono di fatto tre componenti AUPI e solo due delle minoranze, e MOPI non è rappresentato! Il verbale del consiglio del 27 marzo è ampiamente carente: non viene riportata correttamente tutta la discussione, e viene omessa la sospensione non annunciata del consiglio. Anche qui possiamo fare ben poco, dato che ogni consigliere può modificare solo quanto riportato a verbale su propri interventi, mentre non può proporre modifiche sul resto. Durante il consiglio del 23 aprile Barracco riesce, non senza fatica, a far aggiungere almeno a verbale l’interruzione non annunciata di consiglio. Propone inoltre una mozione per annullare la delibera di costituzione del gruppo, in quanto irregolare, e per discutere e votare nuovamente la composizione del gruppo nel primo consiglio utile (15 maggio). La mozione deve essere accettata in quanto firmata da cinque consiglieri. Però non finisce qui. Nel frattempo è stata fissata la prima riunione del gruppo di lavoro per il giorno seguente il consiglio (il 24 aprile). Al termine del consiglio Maria teresa Lupo ed io, in quanto componenti del gruppo, chiediamo che la riunione sia annullata, dato che nel prossimo consiglio si terrà nuovamente la discussione e la votazione sulla composizione del gruppo. Ci sembra assolutamente ovvio come in una situazione così delicata non sia il caso di iniziare i lavori del gruppo. Il Presidente Molinari, unico ad essersi fermato ad ascoltare la nostra richiesta, afferma che si assume personalmente la responsabilità di spostare la riunione. Un’ora più tardi (a mezzanotte e mezza) lo stesso presidente invia una mail, in cui, adducendo motivazioni puramente formali, comunica che la riunione invece avrà luogo. A livello formale tale decisione potrà anche essere motivata, ma sul piano dei contenuti mi sembra molto discutibile e poco rispettosa delle componenti del gruppo che hanno chiesto il rinvio, più che motivato dalle problematiche sollevate in occasione della votazione della composizione del gruppo. Inoltre genera amarezza rilevare come un gruppo sulla tutela della professione, che doveva essere occasione per una proficua collaborazione tra le varie componenti del consiglio, stia iniziando i suoi lavori all'insegna dell'esclusione e del formalismo. Ho deciso pertanto di non partecipare alla prima riunione e di chiedere che non ne siano fissate altre prima della nuova discussione sulla composizione del gruppo. Mi sembra che questa vicenda illustri in modo esemplare come temi di grande rilevanza per gli psicologi iscritti siano trattati all’interno degli ordini solo come occasioni per manifestare un potere vuoto di contenuti, portato avanti a colpi di maggioranza, senza alcun interesse per lo scambio collaborativo e democratico. Carlotta Longhi Il Seguito ... Continua il clima di mancanza di democrazia in OPL Dopo i fatti relativi al gruppo di lavoro sulla tutela della professione illustrati sopra un nuovo episodio evidenzia la modalità di gestione del potere della maggioranza AUPI nell’Ordine della Lombardia, che esclude il dialogo e il confronto con la minoranza. Nell'ultimo consiglio, del 15 maggio, è stata presentato all'ordine del giorno un punto relativo alla ridefinizione della composizione della commissione promozione e sviluppo, dopo oltre sei mesi dalla dimissione dei tre componenti di Altra Psicologia dalla stessa. In questi sei mesi la commissione ha visto i due componenti rimasti, coordinati temporaneamente dal presidente Molinari, portare avanti il programma già definito dalla precedente gestione (servizio tutoring e formazione al lavoro nel terzo settore). Più volte è stato chiesto in consiglio di mettere all'ordine del giorno la questione della commissione, per rivedere la sua composizione e capire le sue linee programmatiche. Questa richiesta non è mai stata ascoltata, fino al consiglio del 15 maggio, in cui, a sorpresa, è apparsa la discussione su questo argomento. Notiamo che si tratta della stessa riunione di consiglio in cui si sarebbe dovuto discutere nuovamente la delibera sul gruppo di lavoro sulla tutela. Arrivati al momento della discussione del punto in questione, la Vicepresidente che presiede in assenza del presidente Molinari propone di passare subito alla votazione del nuovo coordinatore della commissione: Molinari stesso. Nessuna presentazione del programma della commissione, nessun aggiornamento su come procedono i lavori, nessuna motivazione per la proposta di Molinari coordinatore. Dopo pochi secondi si stanno già preparando i fogli per il voto a scrutinio segreto. La minoranza chiede di intervenire e pone delle domande di chiarimento, e solo dopo insistenze riceve qualche risposta sull'operato della commissione e riesce ad ottenere qualche minuto di discussione. I consiglieri di minoranza chiedono inoltre di posticipare la discussione di questo punto dell'odg, data anche l'assenza del presidente Molinari che è candidato al coordinamento della commissione. La richiesta è rifiutata, senza alcuna motivazione. Appena si accenna nuovamente a passare al voto, tutta la minoranza (AP, SIPAP, MOPI) si alza e lascia l'aula, in modo che manchi il numero legale (ci sono consiglieri assenti nella maggioranza). Il consiglio è sospeso per trenta minuti, il massimo per regolamento, trascorsi i quali deve riprendere o chiudere ed essere aggiornato ad altra data. La maggioranza spera nell'arrivo in tempi brevi del presidente, che invece non è ancora presente dopo trenta minuti. Il consiglio si chiude. Nella giornata di ieri è arrivata a tutti i consiglieri, senza nessuna precedente consultazione, la convocazione per un consiglio straordinario per mercoledì alle 19.30. Quindi: 48 ore di preavviso, un giorno della settimana ed un orario che non sono i consueti. Una modalità molto efficace per assicurarsi che i consiglieri di minoranza non siano presenti e votare le delibere a colpi di maggioranza in libertà. Per questi motivi la convocazione del consiglio straordinario ci sembra l'ennesimo atto scorretto sebbene "non illegale" da parte della maggioranza, cui rispondiamo annunciando che non parteciperemo al consiglio stesso. Carlotta Longhi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6729985071744054523-6496220070572879710?l=ilcounselling.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcounselling.blogspot.com/feeds/6496220070572879710/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcounselling.blogspot.com/2008/05/la-democrazia-in-lombardia-non-sappiamo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6729985071744054523/posts/default/6496220070572879710'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6729985071744054523/posts/default/6496220070572879710'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcounselling.blogspot.com/2008/05/la-democrazia-in-lombardia-non-sappiamo.html' title='La democrazia? In Lombardia non sappiamo cosa sia'/><author><name>Counsellor</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13440415141030091683</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6729985071744054523.post-3184505248420933491</id><published>2007-12-14T17:16:00.000+01:00</published><updated>2009-08-20T17:17:19.309+02:00</updated><title type='text'>Scusi, ma lei è abusivo?</title><content type='html'>La spinosa questione dell’esercizio abusivo della professione psicologica gestita dall’Ordine “Scusi, ma lei è abusivo?” Mauro Grimoldi In Emilia Romagna hanno addirittura una commissione apposita. In Lombardia il Presidente Molinari, messo alle strette, dichiara pubblicamente che se ne è sempre occupato “l’Ufficio di Presidenza”, quindi lui stesso. Ma sarà vero? Perché è così difficile difendere la professione di psicologo? C’era una volta un mago. Così potrebbe tranquillamente cominciare una bella favola. Ma questa non lo è. Ebbene, fino al 1989 qualunque mago d’Italia pubblicasse una pubblicità, tra la parola “cartomante” e la promessa della “lettura della mano” non si faceva scrupolo di inserire anche la prerogativa di “psicologo”. Fino alla pubblicazione della legge 56/89 quella di psicologo non era infatti una professione, ma un modo di essere, una caratteristica, un aggettivo da attribuire alle persone più sensibili. Tu dicevi: sono psicologo. E qualcuno ti rispondeva sempre: certo, sono anche io un po’ psicologo. Funzionava così, non si poteva rimanerci male. Oggi le cose sono diverse, la professione di psicologo è sancita per legge. E, insieme alla definizione legale da “buon senso della portinaia” che dice che uno psicologo in linea di massima dovrebbe essere uno che ha studiato psicologia, attraverso la legge si istituisce anche chi sarà, se non ci si offende per la metafora, il vigile che controlla che tu abbia la patente per essere istituzionalmente riconoscibile come psicologo, ovvero la laurea, il tirocinio, l’esame di Stato. Si può dire che il core business dell’Ordine sia proprio, anche storicamente, la vigilanza sul diritto a definirsi parte di un gruppo di professionisti riconosciuti dallo stato. Il nostro mago psicologo è quindi rimasto senza lavoro? Tutt’altro. Sarebbe del resto un finale troppo sbrigativo per questa favola. L’abusivismo diventa più scaltro. Qualcuno ha sostituito la targa fuori dalla porta recante la parola tabù, psicologo, con la più moderna “counsellor”, i più affezionati alla tradizione tra gli abusivi azzardano la qualifica di “psicanalista”, quelli che hanno sbagliato laurea inventano professioni nuove come lo “psicopedagogista clinico” e poi tutti fanno, auspicabilmente peggio, il nostro mestiere. Non è facile sorvegliare un orticello in cui si entra così facilmente. Questo però non giustifica dimenticarsi che l’Ordine è lì, in fondo, soprattutto per quello. Convegni, questionari e meeting del “club privato” CNOP sono corollari del compito principale. Per questo in Lombardia, dove sono presenti in Consiglio tre membri di AltraPsicologia, dopo quasi due anni di consigliatura e mai una parola, un caso spinoso, una relazione sul tema dell’abusivismo, al nostro Alessandro Spano, coordinatore della commissione etica e deontologia, è venuto un dubbio legittimo: che fine fanno gli abusivi lombardi? Occorre qui aprire una parentesi: la pesca dell’abusivo non è un’attività semplice. L’Ordine non può fare nulla direttamente, in teoria, perché l’abusivo, per sua stessa definizione, non è iscritto. Quindi, con questa scusa, un Ponzio Pilato in versione moderna potrebbe benissimo lavarsene le mani. Formalmente si può segnalare il caso alla Procura della Repubblica, che incarica l’organo competente per la verifica degli abusi di esercizio professionale, art. 348 c.p., che sono i Carabinieri del NAS. Già, sono proprio quelli, gli stessi che controllano se il ristorante cinese sotto casa tiene in cucina le pantegane che corrono tra i tuoi ravioli al vapore prima di servirteli. Ora, parlare per 45 minuti con un tizio è lecito, farsi dare dei quattrini per questo pure se quello è d’accordo e se tu gli fai la fattura. Se qualcuno mi dice: “Ma è una questione di setting!” lo mando a spiegare la cosa ai NAS con preghiera di fargli un corso monografico sulla distinzione tra psicopedagogista clinico e psicologo. Non è facile, appunto. Non per questo ci si può ritenere giustificati a lasciar perdere. Che può non significare solo archiviare d’ufficio tutte le pratiche. Anche fare l’opposto conduce infatti, paradossalmente, ad identica conclusione, ossia equivale a non fare nulla. Segnalare infatti tutti i casi di cui si viene a conoscenza alla Procura serve a poco, anzi, finisce che qualche Carabiniere si ritroverà a cercare di capire quali casi sono realmente gravi e perseguibili. La difficoltà del compito non esime l’Ordine dal fare il suo mestiere, in questo caso consistente nel selezionare i casi passibili di effettiva segnalazione, di mettersi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria e del Corpo incaricato delle investigazioni per collaborare e trovare insieme gli strumenti per scovare chi non è psicologo e fa finta di esserlo. Esempio luminoso di buona prassi è l’Ordine dell’Emilia Romagna in cui esiste una commissione apposita che sta ottenendo ottimi risultati proprio collaborando con chi effettua le indagini e costituendosi parte civile nei casi in cui è possibile e sensato. Per questo AltraPsicologia si è stupita del silenzio che da quasi due anni circondava la tematica in Lombardia. Cosa succede oggi allo psicologo abusivo meneghino o bergamasco? L’unica cosa certa era che effettivamente qualcuno all’interno dell’Ordine abbia ricevuto l’incarico di occuparsene. Ma chi, e come? Tra i corridoi si vociferava si trattasse di un’unica, eroica dipendente, lasciata del tutto da sola a gestire un compito considerato routinario. Altro che “Ufficio di Presidenza”. Quale sarà la verità? Indaghiamo con mezzi poveri e tardivi, c’è tutto il tempo di chiudere la stalla e nessuno si accorgerà se i buoi sono scappati: abbiamo richiesto pubblicamente di conoscere quanti casi sono stati trattati, come sono stati gestiti e che fine hanno fatto. A questo punto non resta che attendere, una risposta di sicuro arriverà e noi di AP saremo come sempre pronti a darne conto. Certo è che di fatto una maggiore attenzione al tema della tutela non farebbe male ad una professione già abbastanza in crisi da sopportare con fatica la concorrenza di stregoni forse incompetenti ma certo sempre molto carismatici. E nelle altre regioni, cosa succede? Nebbia fitta…. Richiesta di ordine del giorno di AltraPsicologia sulla lotta all'abusivismo al consiglio dell’Ordine Lombardia. 07/12/07 Cari colleghi, Vi scrivo perchè come già anticipato non sarò presente alla riunione del Consiglio di dicembre e mi preme ribadire che è importante più che mai discutere di abusivismo e soprattutto dei mezzi che vogliamo adottare per contrastarlo. Durante lo scorso Consiglio infatti ho detto che sarebbe opportuna una revisione dell'attuale meccanismo di contrasto. Il Presidente e il Segretario durante la riunione hanno affermato di occuparsene personalmente, con l'ausilio della d.ssa B.. Io credo che ciò non sia sufficiente, viste anche tutte le altre incombenze di cui le cariche sono gravate e propongo nuovamente la creazione di un gruppo di lavoro che coinvolga TUTTE le componenti politiche del Consiglio, affinché sia possibile per ognuno verificare lo stato di contrasto dell'abusivismo nell'esercizio della Professione di Psicologo in Lombardia. Naturalmente il gruppo si potrà avvalere dell'esperienza giuridico-amministrativa della d.ssa B. Coinvolgendo una pluralità di soggetti infatti saranno garantite maggiore efficacia e incisività, attraverso lo studio degli strumenti più idonei ai fini del contrasto. Mi è stato riferito che attualmente le segnalazioni vengono inoltrate d'ufficio alla Procura della Repubblica, ma non credo che questo possa essere il mezzo più efficace, poiché tra tutte le segnalazioni inviate, che di norma si concludono con l'archiviazione del caso, rischiamo che non vengano prese in considerazione neppure quelle per cui probabilmente è più facile dimostrare una situazione di abuso. Confidando in un accoglimento della presente proposta da parte del Consiglio, approfitto dell'occasione per augurarvi Buone Feste. Un saluto, Alessandro Spano Risposta della maggioranza AUPI lombarda Per tutta risposta, nell’O.d.G. del consiglio del 13/12/07, non compare nessun ordine del giorno sulla lotta all’abusivismo. Ulteriore richiesta di AltraPsicologia (eh 'mbé, bisogna perseverare…) Oggetto: Lotta all'abusivismo 13/12 Cari colleghi, facendo seguito alla mail di Alessandro Spano del 7 dicembre, chiedo che sia inserito all'ordine del giorno del prossimo consiglio un punto relativo alla verifica del lavoro svolto sul tema dell'abusivismo. Non mi risulta che durante le riunioni di consiglio della nostra consigliatura siano state trattate direttamente ed approfonditamente questioni riguardanti la gestione dei casi di abusivismo. Durante l'ultimo consiglio è stato ribadito dal Presidente che lui stesso si occupa abitualmente della questione, insieme a Vice Presidente, Segretario e Tesoriere. Chiedo pertanto di riferire all'intero consiglio quanto fatto finora, ossia: - di conoscere i dati generali sul fenomeno: il numero di casi totali segnalati e presi in carico da questa Consigliatura, il numero di archiviazioni, il numero di segnalazioni alla procura della Repubblica; - di conoscere i criteri adoperati per distinguere gli uni dagli altri; - di poter visionare i verbali delle riunioni di valutazione dei casi; - di conoscere il ruolo e la modalità della consulenza legale in questo specifico ambito (se è stata utilizzata, chi l'ha erogata, come e perchè). Vi ringrazio anticipatamente, Un caro saluto, Carlotta Longhi ***** Cari colleghi, vediamo come va a finire… Sarete presto informati. Intanto accettiamo scommesse.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6729985071744054523-3184505248420933491?l=ilcounselling.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcounselling.blogspot.com/feeds/3184505248420933491/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcounselling.blogspot.com/2007/12/scusi-ma-lei-e-abusivo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6729985071744054523/posts/default/3184505248420933491'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6729985071744054523/posts/default/3184505248420933491'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcounselling.blogspot.com/2007/12/scusi-ma-lei-e-abusivo.html' title='Scusi, ma lei è abusivo?'/><author><name>Counsellor</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13440415141030091683</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6729985071744054523.post-9087618978336685167</id><published>2007-12-12T17:16:00.000+01:00</published><updated>2009-08-20T17:16:35.364+02:00</updated><title type='text'>Scuole di Psicoterapia che formano counselors non psicologi: cosa non hanno fatto gli Ordini</title><content type='html'>Cari colleghi, vi ricordate l’iniziativa di circa un anno fa di AltraPsicologia che segnalava agli Ordini Regionali quelle Scuole di Psicoterapia che attivano paralleli corsi di conselling per non laureati in Psicologia, in aperta violazione dell’art 21 del nostro Codice Deontologico? Questi sono gli articoli ( http://www.counselling-care.it/dblog/articolo.asp?articolo=5 e http://www.counselling-care.it/dblog/articolo.asp?articolo=6)di riferimento ed erano il risultato di decine di vostre email di segnalazione a tal proposito. Ebbene ad un anno di distanza vogliamo resocontarvi delle risposte (e soprattutto delle non-risposte) fino ad oggi ricevute. Lo scopo di quella iniziativa era squisitamente “politica”, utile dunque a sollevare l'annoso e diffusissimo malcostume, in quanto la burocrazia e il proverbiale inattivismo dei nostri Ordini regionali (e talora le evidenti collusioni nei vari consigli regionali dove queste scuole sono spesso rappresentate), rendono effettiva una procedura disciplinare solo laddove non sia in forma di esposto, ma di richiesta d’indagine, vi sia una denuncia non anonima e diretta ad iscritti agli albi. Pensate dunque ad un collega XY, allievo di una data scuola, che decidesse di denunciare al proprio Ordine Regionale in forma non anonima il proprio direttore (psicologo, e non medico) o un docente, che insegna counselling a un diplomato o laureato in lettere, a cosa sarebbe costretto ad andare incontro durante il proprio training… Risultato: nessuno osa presentare denunce in forma non anonima. Non solo, gli Ordini, poi, ci è stato spiegato, non sono organi inquisitori. Inoltre, il denunciante rischia anche di ricevere l’accusa di diffamazione dalla scuola che dimostrasse la sua non imputabilità. Ci è stato anche spiegato che l’articolo 21 del nostro Codice Deontologico (Lo psicologo, a salvaguardia dell’utenza e della professione, è tenuto a non insegnare l’uso di strumenti conoscitivi e di intervento riservati alla professione di psicologo, a soggetti estranei alla professione stessa, anche qualora insegni a tali soggetti discipline psicologiche. È fatto salvo l’insegnamento agli studenti del corso di laurea in psicologia, ai tirocinanti, ed agli specializzandi in materie psicologiche) non è giurisprudenzialmente rilevante ed è subordinato rispetto alla libertà d’insegnamento. Armi spuntate dunque? Non è possibile alcuna Tutela contro la svendita delle nostre specifiche competenze? Forse… o forse no. Da che mondo è mondo la burocrazia è il paravento del potere per autoperpetuarsi e per far sì che nulla cambi, oppure è il sistema mimetico per non esporsi per chi non vuole complicarsi la vita, questo si sa. È pur vero però che ogni Ordine regionale, se autenticamente orientato alla vera Tutela, potrebbe, volendolo (ma solo volendolo!), realizzare un’indagine interna, anche solo conoscitiva, tra le Scuole della propria regione, e/o potrebbe avvisare tutti i colleghi dell’inopportunità di tali diffusissime pratiche. Ma questo in genere non solo non viene fatto, ma nelle politiche deontologiche e di tutela degli Ordini questo problema non sembra essere affatto in agenda. Ci risulta che solo l’Ordine dell’Emilia Romagna abbia svolto, a seguito delle nostre sollecitazioni, un’indagine interna alle scuole della propria regione su questo tema scottante convocando e intervistando circa 25 allievi di scuole di specializzazione, i quali però, da quanto siamo venuti a sapere, sembra che non abbiano saputo dare indicazioni più specifiche su quanto avveniva all'interno della loro scuola negli insegnamenti dei corsi per counsellors. Che strano... Un tentativo lodevole, questo dei colleghi dell’Ordine Emilia Romagna, di far emergere il problema, ma con l’esito sconfortante del non luogo a procedere su tutta la linea. Non vorremmo però che con l’archiviazione formale vi fosse anche l’archiviazione politica di questa faccenda e siamo convinti sostenitore della continuità di azioni di pressione come questa, magari trovando altre modalità meno formali e più sostanziali su questo diffusissimo illecito nella nostra categoria. Vediamo ora, tra gli Ordini a cui abbiamo fatto le nostre segnalazioni, cosa ci rispondono quelli che hanno avuto la gentilezza di replicare. Vi diciamo subito che, come ci attendevamo, la maggior parte degli Ordini Regionali non ci ha dato alcuna comunicazione e solo alcuni ci hanno risposto (in calce la documentazione). Gli Ordini Campania e Lombardia si limitano a scriverci delle email di avvenuta ricezione delle nostre segnalazioni, ma poi non s’è saputo più nulla. Gli Ordini Emilia Romagna, Lazio ci comunicano di istruttorie attivate e poi chiuse con un “non luogo a procedere”; e Abruzzo (di cui abbiamo smarrito risposta e ce ne scusiamo ed andiamo a memoria) che la scuola segnalata in oggetto non ha sede nella Regione. Ad ognuno la possibilità di farsi un’idea personale dello stato di salute della nostra professione e dell’effettiva tutela che possiamo ricevere. La Redazione Oggetto: Re: TUTELA Da: "Segreteria Ordine degli psicologi della Campania" Data: Mar, Gennaio 30, 2007 17:44 A: redazione@altrapsicologia.it Preg.mo Presidente, per quanto riguarda la verifica della posizione delle scuole di specializzazione in Psicoterapia che erogano formazione di carattere psicologico a non psicologi, Le comunichiamo che tale segnalazione è stata sottoposta alla commissione deontologica, la quale prenderà in esame la documentazione. Cordiali Saluti Il Presidente Dott. Claudio Zullo Oggetto: Re: Verifica della posizione delle scuole di specializzazione in psicoterapia che erogano formazione di carattere psicologico a non Psicologi. Da: "Ordine degli Psicologi della Lombardia" Data: Mer, Novembre 22, 2006 15:04 A: redazione@altrapsicologia.it Spett. le Associazione AltraPsicologia, abbiamo preso atto della Vostra segnalazione. Il materiale è stato inoltrato alla Commissione Etica e Deontologica dell' Ordine per quanto di loro competenza. Distinti Saluti Per la Segreteria [...] Referente Pratica Ordine degli Psicologi della Lombardia Corso Buenos Aires 75 - 20124 Milano […] Responsabile Procedimento L.241/90: dott.ssa Rossella Bianchi Ordine degli Psicologi della Regione Emilia-Romagna Bologna 30 LUG 2007 Prot n. 1730 Egregio Dott. Luigi D’Elia Presidente AltraPsicologia Via………..Roma RACCOMANDATA A/R Oggetto: Comunicazione di esito esposto Egregio Dott. D’Elia In riferimento alla segnalazione inviata dall’Associazione da Lei presieduta a questo Ordine Professionale nei confronti di Istituti in Psicoterapia privati riconosciuti dal MIUR […], a mezzo della presente le comunico che il Consiglio dell’Ordine degli Psicologi dell’Emilia Romagna, riunitosi in sessione disciplinare il 12 luglio, visto l’esposto pervenuto, preso atto delle risultanze emerse a seguito di regolare istruttoria ed effettuate le opportune valutazioni sul caso, ha deliberato l’archiviazione del fascicolo, in quanto non sono emersi nei confronti dell’Istituto da Lei diretto (NdR: come sarebbe a dire “da Lei diretto”??? Un po’ di confusione a quanto pare) elementi sufficienti a sostegno della presunta violazione di articoli del Codice Deontologico degli Psicologi. […] Distinti saluti La Presidentessa Dell’Ordine degli Psicologi dell’Emilia Romagna Dott.ssa Manuela Colombari Registro ufficiale 0004457 – 23/07/2007 Ordine degli Psicologi Del Lazio RACCOMANDATA A/R Commissione Deontologica Spett.le Associazione AltraPsicologia Oggetto: commissione deontologica, segnalazione prot. N. 502 del 22-01-07, R.G. n. 2007 005 a carico della Scuola di Formazione in Psicoterapia ad indirizzo Dinamico. Comunicazione di non luogo a procedere. Spett.le AltraPsicologia, la presente onde comunicare che nel corso della seduta del 14 maggio 2007 la Commissione deontologica dell’Ordine degli Psicologi del Lazio, coordinata dal sottoscritto, ha esaminato la segnalazione in oggetto disponendo contestualmente il non luogo a procedere ai sensi dell’art.15, comme 3, lettera b) del Regolamento disciplinare. Per opportuna conoscenza si allega estratto del verbale della seduta di cui sopra. “esaminato il contento della segnalazione e degli atti allegati, ritiene non sussistano elementi disciplinarmente rilevanti a carico di iscritti a questo albo. Pertanto dispone non luogo a procedere ai sensi dell’art.15, comme 3, lettera b) del Regolamento disciplinare” Il coordinatore Dott. Antonino Urso Registro ufficiale 0004614 – 30/07/2007 Ordine degli Psicologi Del Lazio RACCOMANDATA A/R Commissione Deontologica Spett.le Associazione AltraPsicologia Oggetto: apertura istruttoria preliminare ex art. 10 del Regolamento Disciplinare Spett.le AltraPsicologia, la presente onde comunicare che la Commissione Deontologica ha aperto un’istruttoria preliminare con riferimento alla sua segnalazione, R.G. n. 2007 004 a carico della Dott.ssa xxxxxx Codesta Commissione provvederà, al termine n preliminare, a comunicarle l’esito della stessa, qualora dovesse concludersi con un non luogo a procedere ai sensi dell’art.15, co.3 del Regolamento disciplinare. Qualora. Altresì, la Commissione, ritenendo la fattispecie sufficientemente istruita e disponendo la chiusura dell’istruttoria preliminare, dovesse decidere di inviare gli atti al Consiglio dell’Ordine per le determinazioni di propria competenza, ai sensi dell’art.15, co. 1 del regolamento disciplinare, riceverà notizia rispetto all’archiviazione della fattispecie oppure all’avvio del procedimento disciplinare. Con l’occasione segnalato porgiamo distinti saluti Il coordinatore Dott. Antonino Urso Registro ufficiale 0006124 – 09/11/2007 Ordine degli Psicologi Del Lazio RACCOMANDATA A/R Commissione Deontologica Spett.le Associazione AltraPsicologia Oggetto: R.G. n. 2007 004 Comunicazione di provvedimento di non luogo a procedere Spett.le AltraPsicologia, in qualità di Coordinatore della Commissione Deontologica dell’Ordine degli Psicologi del Lazio, Le rendo noto che la Commissione stessa, in seguito alla Vostra segnalazione, prot. 502 del 22/01/2007, ha svolto come da Regolamento Disciplinare, idonea istruttoria preliminare e nella riunione del 29 ottobre 2007 ha disposto ai sensi dell’art.15, comma 3, lett. b) del Regolamento Disciplinare il non luogo a procedere per insussistenza dell’illecito. Per opportuna conoscenza si allega estratto del verbale della seduta di cui sopra. “[…] preso atto dei chiarimenti forniti dalla segnalata Dott.ssa xxxxxx; ritenuto che il corso oggetto della segnalazione non è stato mai attivato perché il MIUR in data 27 agosto 2005 ha revocato il riconoscimento della sede periferica di Roma della Scuola del CESIPc; visto l’art. 15, comma 3, lett. b) dichiara il non luogo a procedere nei confronti della Dott.ssa xxxxxx”. Distinti saluti Il coordinatore Dott. Antonino Urso&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6729985071744054523-9087618978336685167?l=ilcounselling.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcounselling.blogspot.com/feeds/9087618978336685167/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcounselling.blogspot.com/2007/12/scuole-di-psicoterapia-che-formano.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6729985071744054523/posts/default/9087618978336685167'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6729985071744054523/posts/default/9087618978336685167'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcounselling.blogspot.com/2007/12/scuole-di-psicoterapia-che-formano.html' title='Scuole di Psicoterapia che formano counselors non psicologi: cosa non hanno fatto gli Ordini'/><author><name>Counsellor</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13440415141030091683</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6729985071744054523.post-8441022541017845362</id><published>2007-07-05T17:15:00.000+02:00</published><updated>2009-08-20T17:15:37.402+02:00</updated><title type='text'>C - Counselling</title><content type='html'>C - Counselling Quando ho cominciato a lavorare nel CIM di Reggio Emilia mi sono interessato, insieme ai miei colleghi dell’evolutiva, precipuamente dei gravi e dei disabili. E te credo! Il nostro primo atto importante è stato la chiusura del De Sanctis, cioè del reparto infantile del manicomio di Reggio: la chiamavamo “deistituzionalizzazione”. In quel tempo il ritorno dei bambini e dei ragazzi disabili e psicotici in famiglia e il loro ingresso in scuola non sollevò molti entusiasmi, specie fra gli insegnanti, ma anche in buona parte delle forze politiche cittadine attraversate al loro interno da una spaccatura che era il prodotto della nascita di questo nuovo modo di prendersi cura dell’altro da me che non aveva ancora soppiantato la vecchia logica dell’esclusione né a Reggio, né tantomeno in Italia. Riportare questi bambini e questi ragazzi in famiglia e a scuola era un lavoro improbo che ben presto cominciò a far nascere sensi di colpa fra gli operatori che, come spesso accade, invece di riflettere insieme su quel che stava accadendo, presero a litigare e ad incolparsi. Una delle accuse nei confronti degli psicologi era: “gli psicologi non seguono i gravi”, e ciò aggiungeva colpa alla colpa, finché decidemmo di fare qualcosa sul piano formativo. Nacque da quel corso, tenuto da Massimo Ammanniti, l’idea che i genitori dei gravi avessero bisogno di momenti di counselling di coppia, sicuramente dopo la diagnosi, al fine di aiutarli ad elaborare la mancata nascita del figlio normale, e poi ogni volta che il loro figlio disabile o matto si fosse trovato in momenti di esposizione e di passaggio difficilmente per loro elaborabili senza l’aiuto dello psicologo. E’ stato così che ho imparato a fare il counselling, che poi ho esteso a vari altri ambiti clinici: essenzialmente la scuola prendendo come utenti o i proff o ancora i genitori; gli operatori degli istituti e, nel mio caso, i partner che hanno subito una separazione: campo in cui poi ho avuto modo di fare, quasi senza accorgermene, una lunga esperienza. La trasformazione delle UUSSLL in aziende però ha posto un po’ in crisi questo modo di operare specie in quegli aspetti – è il caso del counselling ai proff - in cui non c’è un vero e proprio paziente, ma è un altro operatore che ha bisogno (cfr: “Per un counselling rivolto agli educatori di adolescenti che non vedrò”, in: Ricerca psicoanalitica, 2003, Anno XIV, N.2, pp.169\178). D’altro canto il counselling rivolto agli adolescenti nell’ultimo periodo ha trovato un terreno di massima espansione poiché, in base ad una scelta lungimirante della mia D.G., nonostante l’aziendalizzazione si è preferito investire sui lievi prima che essi si aggravino o passino a forme negative di autocura. Certo è che una volta non c’era concorrenza nel counselling; ora invece ce n’è molta, spesso sleale e di non buona qualità. Io concordo con la lotta contro queste forme di concorrenza, ma penso anche che la nostra università debba fare molti passi in avanti per far sì che al titolo di psicologo, che solo formalmente abilita all’arte del counselling, corrisponda una reale preparazione negli psicologi neolaureati, che altrimenti saranno costretti ad imparare il mestiere da un’altra parte, arrivando molto tardi a operare in questo spicchio del mercato del lavoro non ancora sufficientemente normato, e perciò vero e proprio terreno di caccia anche da parte di chi non è psicologo, e spesso neanche laureato. Leonardo Angelini&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6729985071744054523-8441022541017845362?l=ilcounselling.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcounselling.blogspot.com/feeds/8441022541017845362/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcounselling.blogspot.com/2007/07/c-counselling.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6729985071744054523/posts/default/8441022541017845362'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6729985071744054523/posts/default/8441022541017845362'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcounselling.blogspot.com/2007/07/c-counselling.html' title='C - Counselling'/><author><name>Counsellor</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13440415141030091683</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6729985071744054523.post-1432948367797443194</id><published>2007-01-21T17:13:00.000+01:00</published><updated>2009-08-20T17:14:51.582+02:00</updated><title type='text'>Partiti gli Esposti per i counselors non psicologi</title><content type='html'>Partiti gli esposti per i counselors non psicologi AltraPsicologia ha fatto partire gli esposti a tutti gli Ordini regionali dove vi siano scuole di psicoterapia che attivano corsi paralleli per counselors non laureati in Psicologia. La nostra ricerca, supportata da numerose segnalazioni di colleghi che ci hanno scritto su redazione@altrapsicologia.it, ha prodotto una lista di 31 scuole su tutto il territorio nazionale. Non è detto che tale ricerca sia esaustiva. Le regioni coinvolte sono: Lazio, Lombardia, Veneto, Sicilia, Puglia, Toscana, Sardegna, Campania, Abruzzo, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Calabria. Intendiamo per il momento seguire il percorso istituzionale degli esposti, per cui per il momento la lista delle scuole non sarà pubblicata. Confidiamo nella sollecitudine delle commissioni deontologiche dei vari ordini regionali contattati, ma monitoreremo con attenzione l’iter burocratico delle pratiche sperando che i nostri esposti non si disperdano nelle nebbie di tali commissioni. Grazie a tutti coloro che ci hanno scritto e che continueranno a scriverci. La Redazione&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6729985071744054523-1432948367797443194?l=ilcounselling.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcounselling.blogspot.com/feeds/1432948367797443194/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcounselling.blogspot.com/2007/01/partiti-gli-esposti-per-i-counselors.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6729985071744054523/posts/default/1432948367797443194'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6729985071744054523/posts/default/1432948367797443194'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcounselling.blogspot.com/2007/01/partiti-gli-esposti-per-i-counselors.html' title='Partiti gli Esposti per i counselors non psicologi'/><author><name>Counsellor</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13440415141030091683</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6729985071744054523.post-8579170913532510115</id><published>2006-12-13T17:13:00.000+01:00</published><updated>2009-08-20T17:13:50.979+02:00</updated><title type='text'>Esposti agli Ordini regionali per le scuole che formano i counselors</title><content type='html'>AltraPsicologia ha deciso di presentare esposti a tutti gli Ordini regionali per tutte quelle scuole di specializzazione che, oltre a formare in Psicoterapia, svolgono in parallelo la formazione di counselors ed altri professionisti non Psicologi contravvenendo all’articolo 21 del nostro codice deontologico che vieta l’insegnamento di tecniche e strumenti riservati agli Psicologi ad altre figure professionali. A tale scopo stiamo preparando un data-base, regione per regione, di tutte le scuole che alimentano il mercato parassitario delle figure para-professionali non Psicologiche e promuovono la concorrenza agli stessi colleghi che vanno formando. Talora si assiste addirittura all’accorpamento delle didattiche e degli allievi, ammucchiati in aule uniche ed in moduli formativi unificati. Come per dire che non v’è fra loro alcuna differenza: la cosa importante è che paghino! Questo esposto è stato già presentato in Lombardia, dove questa ricerca è stata già fatta ed attendiamo riscontro da questo Ordine regionale (dove AltraPsicologia è fortunatamente rappresentata da alcuni consiglieri). Ora AltraPsicologia intende estendere questa iniziativa a tutto il territorio nazionale. Dateci una mano e segnalateci le scuole che nella vostra regione svolgono questo mercato illegittimo della formazione a redazione@altrapsicologia.it Rompiamo la silenziosa collusione, a cui abbiamo fin qui assistito, tra Ordini e scuole di specializzazione (negli Ordini sono tanti i consiglieri che coltivano interessi di questo genere…) per il rispetto della legalità e per la tutela degli Psicologi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6729985071744054523-8579170913532510115?l=ilcounselling.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcounselling.blogspot.com/feeds/8579170913532510115/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcounselling.blogspot.com/2006/12/esposti-agli-ordini-regionali-per-le.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6729985071744054523/posts/default/8579170913532510115'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6729985071744054523/posts/default/8579170913532510115'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcounselling.blogspot.com/2006/12/esposti-agli-ordini-regionali-per-le.html' title='Esposti agli Ordini regionali per le scuole che formano i counselors'/><author><name>Counsellor</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13440415141030091683</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6729985071744054523.post-6787915180036964206</id><published>2005-08-29T17:08:00.000+02:00</published><updated>2009-08-20T17:12:25.901+02:00</updated><title type='text'>Counseling: e se gran parte della responsabilità fosse delle Scuole di psicoterapia?</title><content type='html'>La situazione è divenuta oramai insostenibile ed è giusto svelare i retroscena di questo scarica barile che tutto fa, meno che il bene della Psicologia e degli psicologi. Per l’ennesima volta ci dobbiamo cucire la bocca per non urlare lo sdegno e lo sgomento! Nasce il Master in Consulenza filosofica, lanciato dall’Università Cà Foscari di Venezia, e addirittura il Messaggero dedica un articolo ai limiti del grottesco su questa figura. Se andiamo a vedere su Internet, è pieno di counselor-qualcosa e quello filosofico è l’ultima arrivata delle mode mediatiche. Alla pagina http://www.sicof.it/scuola/welcome.htm, per esempio, trovate la Scuola Superiore di Counseling Filosofico, riconosciuta dalla Società Italiana di Counseling Filosofico, riconosciuta a sua volta dalla Società Italiana di Counseling. Ci troviamo davanti al gioco delle scatole cinesi: io mi invento il Counseling Geofisico, apro un’associazione ad hoc per dargli tono, un collega apre un’associazione italiana attinente che mi accredita e così via… Se poi andiamo a vedere nella sostanza le materie insegnate in questa Scuola troviamo Teoria e metodologia della pratica filosofica, Filosofia applicata, Teoria e tecnica del colloquio, Basi filosofiche della Psicologia, Psicologia Generale, Propedeutica alla Psicopatologia, Patologia generale, Lettura testi, Dialogo socratico, Filosofia nelle aziende e organizzazioni, Supervisione casi, Training individuale, Psicologia dell’età evolutiva, Psicologia sociale e dei gruppi, Psicologia dinamica. Ecco, ditemi se è possibile dover digerire simili prese in giro! Siamo veramente gli zimbelli delle professioni riconosciute, gli unici che riescono a farsi clonare da chiunque senza fare nulla. La situazione è purtroppo difficile e complessa, ma bisogna pure avere l’onestà di spiegare ai 50.000 colleghi iscritti all’Ordine – soprattutto ai più giovani – di chi sono le responsabilità di tale scempio! Non basta più scaricare l’intero barile sull’inefficacia delle leggi che non permettono di tutelarci adeguatamente (come praticamente fece il CNSP al Convegno di Napoli a cui AP ha preso parte). Sicuramente sono di difficile applicazione, ma c’è ben altro a monte del fenomeno counseling. Andiamo quindi a conoscere lo scenario di riferimento… Innanzitutto è bene chiarire che non vi è alcun obbligo formativo per divenire counsellor (in altre parole, chiunque può definirsi counselor senza alcun corso e senza iscriversi a Sico e/o Aico). Nella realtà dei fatti, non esiste un campo di attività specifico per il counselling, tuttavia proprio questa sua non-definizione e non-riconoscimento gli ha permesso di ramificarsi flessibilmente in ogni campo professionale. In Italia, ad esempio, la Società Italiana di Counselling (SICO - http://www.psico.it/) propone - proprio come si fa con discipline scientifiche autonome - una articolazione strutturata dell’attività: counselling individuale, di coppia, di famiglia, di gruppo; counselling di comunità (scuole, istituzio-ni, organizzazioni); counselling aziendale (piccole, medie e grandi industrie, o in ogni caso unità lavorative strutturate); counselling sessuologico (relativo alla coppia e alle varie tendenze sessuali o alle violenze e agli abusi sessuali); counselling professionale per persone come per organizzazioni (in grado di gestire situazioni relazionali attraverso la propria professionalità); counselling artistico, in grado di agevolare il benessere dell’individuo attraverso varie forme dell’arte: musica, teatro, poesia, danza, pittura, ed altre forme creative; counselling sanitario. Il counseling filosofico è quindi l’ultimo nato di un lungo processo di aggressione alle professioni PSY, che sta completamente togliendo l’esclusiva professionale su processi di cambiamento e relazioni di aiuto, propri di Psicologia e Psicoterapia. Alcuni autori, addirittura, considerano per l’appunto l’intervento di counselling come terapia in setting di 1° livello. Chi dobbiamo quindi ringraziare di questa paradossale escalation? La responsabilità storica di aver avviato un processo di dequalificazione della formazione specialistica in psicoterapia e di aver invece elevato ad un rango quasi omologo quella del counseling è delle scuole di specializzazione riconosciute dal MIUR, che da tempo oramai offrono un prodotto formativo ridondante in counselling, immettendo sul mercato un numero sempre più elevato di counselors. Ebbene si, avete letto bene! Fatevi un giro nei vari siti web delle Scuole di Specializzazione e troverete che gran parte di queste offrono anche percorsi di counseling aperti anche a non-psicologi… Non è un caso che nei corsi di counseling vi siano docenti psicologi e psicoterapeuti Non è un caso che nelle varie associazioni e società di counseling vi siano colleghi psicologi e psicoterapeuti Le Scuole di specializzazione in psicoterapia hanno avuto, e sempre più hanno, la necessità di compensare il graduale ed inesorabile calo del numero di richieste di specializzazione con altre offerte formative rivolte ad utenti laureati e non (pedagogisti, sociologi, assistenti sociali, infermieri, educatori, ecc.). D’altro canto il continuo fiorire di nuove Scuole di specializzazione riconosciute dal MIUR non fa altro che acuire il problema: il numero potenziale di specializzandi è in diminuzione e quindi si aprono le porte a non-psicologi vendendogli un “prodotto” lucente ed accattivante come la Psicologia e la Psicoterapia. Addirittura ci sono movimenti politici e Ordini regionali (che si presenteranno candidamente alle prossime elezioni ordinistiche di fine 2005 e di cui parleremo nel dettaglio a stretto giro) che da anni stanno promuovendo “reti di counselor” ed avallando una dichiarata politica tale per cui i counselor sarebbero a noi contigui, sminuendo così il profilo di psicologi e psicoterapeuti e valorizzando quello dei counselor. Se la comunità professionale degli psicologi (compresi questi signori), anni addietro, avessero da subito respinto le “pretese” dei primi counselor, relegandoli nell’angolino, oggi non esisterebbe il problema, sarebbero riconosciuti socialmente come operatori di basso livello rispetto a noi. Ed invece no, si è deciso di privilegiare gli interessi privati a quelli di categoria, si è deciso di allargare il mercato (personale) a discapito della categoria… e poco importa se spesso i consiglieri fanno parte di quelle medesime associazioni di categoria che hanno promosso lo slabbramento, l’importante è fare business e raccontare che “dei counselor parificati allo psicologo” ci renderanno più forti” (?!?). La cosa che lascia maggiormente allibiti è che, anche le Scuole valide e di qualità (perché ci sono e non si vuole qui fare di tutta l’erba un fascio!) non hanno mai fatto nulla per calmierare questo mercato impazzito che pian piano sta distruggendo e dilaniando la nostra professione! Si sono adeguate alla china. Se questo fosse successo nell'Ordine dei Medici sarebbero scattate subito delle forti reazioni " interne". La comunità professionale dei medici avrebbe messo in atto una quantità di anticorpi tale da fargli chiudere bottega da subito, appena cercavano di muovere i primi passi. Ed anche del Comitato Nazionale Scuole di Psicoterapia (CNSP), “associazione nata per promuovere la qualità della formazione e difendere i legittimi interessi delle scuole” [Giornale CNOP 01/2005 p. 59], non si trova significativa traccia se non nella dicitura “difendere gli interessi delle scuole”. Ci propagandano una ricerca sull’efficacia della psicoterapia, una carta dei diritti degli allievi ed una degli utenti, ma sfido chiunque a dirmi se ne ha mai avuto notizia, se l’ha mai letta o, soprattutto, se l’hai mai vista tenuta di conto. È da anni che si continua a parlare di qualità formativa, di etica delle scuole, di tutela di allievi ed utenti, ma se ci ritroviamo con l’acqua alla gola, cari signori, significa che qualcuno qui ha bluffato! Ok, fatta chiarezza sul “chi ringraziare”, il problema rimane e di certo non scomparirà aspettando l’intervento di questi competenti colleghi. Alcuni vorrebbero ridefinire l’intervento di counselling all’interno delle pratiche professionali regolamentate dalla L. 56/89 e dal DPR 328/2001 (magari nella sezione B dell’albo professionale), ma è proprio il suo essere “professione non riconosciuta e non regolamentata” che rende impossibile questo scenario. Non ce la faremmo mai! E neppure la via legale per eventuale esercizio abusivo dell’attività di psicoterapeuta è una via percorribile, proprio per la difficoltà (se non impossibilità) nell’individuare e definire specifici confini, per non parlare poi del presentarli e farli comprendere a giudici, avvocati e legalesi vari… Finché continueremo a cercare soluzioni esterne, quando invece il problema è stato generato ed è sostenuto internamente, avremo ben poche speranze di uscirne! C’è da farsi un bell’esame di coscienza ed a stretto giro necessiteranno cambiamenti anche dolorosi! Certo qualcuno potrebbe non rimanerne contento, certo qualche interesse verrebbe scalfito ed intaccato, ma qui si sta parlando del futuro professionale di migliaia di colleghi e non del business di 200 scuole. A stretto giro Altra Psicologia proporrà un progetto di riforma per il mondo della Psicoterapia e per quello parallelo del counseling. Al momento vi invito a partecipare all’indagine sulla Qualità formativa nelle scuole di specializzazione in psicoterapia. Biblio: "Counsellors e counselling in Italia: quale futuro?", Giornale CNOP 02/2004, di Fulvio Giardina (Presidente Ordine Psy Sicilia) Articolo di Nicola Piccinini&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6729985071744054523-6787915180036964206?l=ilcounselling.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcounselling.blogspot.com/feeds/6787915180036964206/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilcounselling.blogspot.com/2005/08/counseling-e-se-gran-parte-della.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6729985071744054523/posts/default/6787915180036964206'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6729985071744054523/posts/default/6787915180036964206'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcounselling.blogspot.com/2005/08/counseling-e-se-gran-parte-della.html' title='Counseling: e se gran parte della responsabilità fosse delle Scuole di psicoterapia?'/><author><name>Counsellor</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13440415141030091683</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
